Morganti: il Carnevale estivo non può costare 50mila euro

24 Gennaio 2016

ALBA ADRIATICA. Questa volta l’ennesima richiesta di aiuto ai privati per finanziare il Carnevale estivo di Alba Adriatica rischia di dividere la città. «Se non bastano 50 mila euro per realizzare un...

ALBA ADRIATICA. Questa volta l’ennesima richiesta di aiuto ai privati per finanziare il Carnevale estivo di Alba Adriatica rischia di dividere la città. «Se non bastano 50 mila euro per realizzare un evento che costa senza dubbio la metà, significa che qualcosa a livello organizzativo non funziona». A lanciare la polemica è chi il mega evento lo ha visto crescere, l’ex assessore al turismo Giorgio Morganti, che ha usato parole durissime per rispondere all’associazione Albamici che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello a imprenditori e cittadini lamentando il rischio di non riuscire a portare in scena il Carnevale estivo 2016. Ecco i conti: 20mila euro il contributo offerto all’associazione dal Comune negli ultimi anni (ancora non ufficializzata la cifra per il 2016), mentre le spese a carico degli organizzatori ammonterebbero a più del doppio.

Conti, questi, che non tornano, secondo Morganti, il quale fu uno dei fautori del grande successo riscosso dalle sfilate carnevalesche del 2005 e del 2006. «Sento parlare di contributi comunali di oltre 20mila euro che non basterebbero, quando noi, nel 2005, lo realizzammo con 12 mila euro, senza peraltro gestire i mercatini e con ben otto carri allegorici. Sento parlare di cifre complessive che sfiorano 50mila euro (e addirittura forse lisuperano). Ma stiamo scherzando? Se in tempi di opulenza l'evento, complessivamente, veniva a costare circa 20mila euro, come fa oggi, in tempi di crisi, dove la deflazione ha causato un generale e oggettivo abbassamento dei prezzi oramai in tutti i settori, a costare quasi tre volte tanto? Qualcuno non del settore obietterà che forse sia cresciuta la qualità o la risonanza che tale evento ha avuto nel corso degli anni. Nulla di più falso. Nel 2007 il Carnevale fu la brutta copia di quelli organizzati da noi, poi man mano si è andati sempre più verso il basso, trasformando una manifestazione ordinata e puntuale in una sfilata con soste a comando e conseguenti colpevoli ritardi».

Luca Tomassoni

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