Morte di Giulia, interviene l’Anm «Basta attacchi ai magistrati»

Dopo l’archiviazione del fascicolo, sui social si è scatenato un violento attacco a gip e pubblici ministeri L’associazione delle toghe: «Solidarietà ai colleghi ingiustamente colpiti nella dignità personale»
TERAMO. Dopo l’archiviazione del fascicolo sulla morte di Giulia Di Sabatino, la diciannovenne di Tortoreto che nel settembre del 2015 precipitò da un viadotto dell’A14, sui social si è scatenato un vero e proprio attacco alla magistratura, accusata da qualcuno persino di voler coprire “personaggi di spicco”. Tra gli interventi più duri quelli della mamma della dicianovenne, che sulla pagina Fb “Verità e giustizia per Giulia Di Sabatino” ha riversato tutta la sua rabbia per la decisione del gip di archiviare il caso.
Accuse e attacchi, quelli che si sono susseguiti sui social, che hanno spinto la sezione distrettuale dell’Aquila dell’associazione nazionale magistrati a intervenire sulla vicenda per stigmatizzare quanto sta accadendo. «Pur nell’umana comprensione del dolore per la tragica fine della giovanissima Giulia Di Sabatino e nella convinzione che le critiche ai provvedimenti giudiziari siano sempre legittime», si legge in una nota dell’Anm, «si disapprovano e si deplorano le congerie di illazioni e accuse riversate sulla rete telematica che colpiscono le persone dei magistrati in servizio presso la procura della repubblica di Teramo, ai quali si addebitano imprecisate incapacità e finanche collusioni. In particolare si ritiene grave e inaccettabile la generica accusa mossa ai magistrati inquirenti di aver accreditato un intento suicidiario della ragazza al solo scopo di coprire non meglio individuati “personaggi di spicco”, additati come gli autori del presunto delitto. Allo stesso modo si censura con decisione l’ingiustificata denigrazione della persona e dell’attività professionale del giudice per le indagini preliminari di Teramo il quale, con ordinanza completa e articolata e valutati gli esiti delle ulteriori indagini disposte, ha archiviato il caso». La nota si conclude con la piena solidarietà ai magistrati teramani che si sono occupati del caso. La giunta distrettuale dell’Anm», si legge ancora nella nota, «stigmatizza con fermezza la ridda di insinuazione e denigrazioni con le quali si sono colpiti i magistrati occupatisi della triste vicenda e ritiene di dover esprimere piena solidarietà ai colleghi ingiustamente colpiti nella dignità personale prima ancora che nella loro professionalità».
La prima richiesta di archiviazione del fascicolo, che vedeva tre persone indagate per istigazione al suicidio, era stata presentata dalla procura a marzo 2017, dopo 18 mesi di indagine, ed era stata respinta dal gip Domenico Canosa che, accogliendo la richiesta della famiglia di Giulia aveva disposto nuove indagini. Indagini al termine delle quali i pm Davide Rosati ed Enrica Medori avevano presentato una seconda richiesta di archiviazione, che nei giorni scorsi, era stata accolta dal gip non essendo emersi elementi di novità.
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