Morte in carcere, Sgarbi dai familiari di Patrick

GIULIANOVA. L’ex sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi e attuale candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni europee ha incontrato i familiari di Patrick Guarnieri, il ventenne di etnia rom...
GIULIANOVA. L’ex sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi e attuale candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni europee ha incontrato i familiari di Patrick Guarnieri, il ventenne di etnia rom che a marzo è stato trovato impiccato nel carcere di Castrogno nel giorno del suo compleanno. Sgarbi si è recato nell’abitazione di Giulianova per incontrare genitori e conoscenti del giovane che chiedono giustizia. «Sgarbi», si legge in una nota diffusa dal Coordinamento Codice Rosso che sulla vicenda ha già organizzato diverse manifestazioni, «unitamente al suo staff si è reso disponibile per far sì che il caso venga discusso con un’interrogazione al Parlamento europeo il 15 luglio. Ricordiamo che la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha emesso un'importante ammonizione nei confronti dell'Italia riguardo alle condizioni carcerarie nel Paese. Secondo la Corte le prigioni italiane sono afflitte da sovraffollamento e carenze strutturali e sanitarie che violano i diritti umani dei detenuti». Per Adele Di Rocco del Coordinamento Codice Rosso «Patrick Guarnieri era un ragazzo disabile non compatibile con il regime carcerario che è morto nel giorno del suo compleanno. La sua morte rappresenta il fallimento del sistema carcerario e di detenzione in questo Paese. Le condizioni di Patrick non erano compatibili con la permanenza in carcere ma nonostante questo era detenuto. Il carcere è un luogo in cui le pene vanno scontate ma non con la vita. La famiglia Guarnieri non crede nel suicidio e uniti al coordinamento Codice Rosso e molte altre associazioni gridano continueranno a chiedere che ci sia verità e giustizia».

