Morte in galleria, c’è il ricorso

Impugnata in appello l’assoluzione del capocantoniere dell’Anas
TERAMO. La procura generale impugna in appello l’assoluzione per la morte di Matteo Ceci, il 34enne di Crognaleto che nell’agosto del 2014 si schiantò con la moto nella galleria di Piaganini, sulla statale 80. Lo ha fatto accogliendo l’istanza dei legali di parte civile che rappresentano la famiglia del giovane, gli avvocati Giuseppe Gliatta e Gianluca Sabatini. A settembre il giudice, al termine di un rito abbreviato, ha assolto il dipendente ’Anas Antonio Patriarca che era indagato nella sua veste di capocantoniere addetto alla sorveglianza del tratto stradale in cui avvenne l’incidente. Gli altri due indagati non hanno scelto riti alternativi e sono stati rinviati a giudizio: si tratta del geometra Marcello Lupisella, nella sua veste di capo nucleo dell’Anas, e Lucio Palmieri, il conducente del bus. Per entrambi l’accusa è quella di omicidio colposo. Secondo le accuse della procura (titolare del fascicolo il pm Greta Aloisi) i due dipendenti Anas, nelle loro rispettive vesti, «non avrebbero rilevato e segnalato per via gerarchica», si legge nel capo d’imputazione, «il pericolo rappresentato dal ristagno di acqua nel predetto tratto di strada». Accuse che, evidentemente, per Patriarca non hanno retto.(d.p.)
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