Morte in sala operatoria resta indagato solo l’anestesista

21 Aprile 2015

La procura chiede l’archiviazione per quattro dei cinque medici coinvolti nel decesso di un giovane di origine indiana, residente a Bellante, avvenuto dopo un banale intervento al setto nasale

TERAMO. Quattro dei cinque medici che erano in sala operatoria quando morì un indiano di 26 anni dopo un semplice intervento al setto nasale non hanno responsabilità nel decesso. E’ questa la determinazione della procura che, all’esito delle perizie effettuate, ha chiesto l’archiviazione per i quattro medici: resta sotto inchiesta solo un anestesista e non è escluso che sul suo conto il sostituto procuratore Bruno Auriemma, titolare del fascicolo aperto sulla vicenda, possa chiedere tra breve il rinvio a giudizio.

Il giovane indiano, residente con la famiglia a Bellante, morì nella sala operatoria del Mazzini nell’ottobre dello scorso anno. Si era sottoposto a un intervento chirurgico per raddrizzare il setto nasale, la cui deviazione gli procurava una sinusite cronica. Un intervento chirurgico di routine, eseguito con successo, ma improvvisamente il giovane era andato in arresto cardiaco a causa di uno scompenso con edema polmonare. La morte era sopraggiunta dopo meno di un’ora nonostante tutti i tentativi di rianimarlo. Dopo qualche giorno i familiari del 26enne indiano avevano presentato una denuncia ed era scattata l’inchiesta della procura nei confronti dei cinque medici coinvolti, intervenuti sul paziente prima e dopo l’arresto cardiaco. Nell’inchiesta resta dunque solo l’anestesista perché, sulla scorta delle perizie, la procura ritiene che le cause della morte siano da addebitare all’anestesia. Ipotesi ovviamente tuta da dimostrare in un eventuale processo, se il giudice disporrà il rinvio a giudizio. Così come è da dimostrare che, anche se venisse accertata la relazione di causa-effetto tra l’anestesia e il decesso, ci sia stata effettivamente una responsabilità del medico o se, invece, la morte del giovane sia da considerare una fatalità. Il paziente, al quale era stata praticata un’anestesia totale, aveva cominciato a dare segni di difficoltà respiratoria subito dopo la rimozione del tubo dalla trachea al termine dell’intervento. Erano state effettuate tutte le procedure di emergenza previste in questi casi, ma dopo circa tre quarti d’ora il paziente era morto. (e.a.)

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