Morti asfissiati, una raccolta fondi per Ablie

20 Dicembre 2022

Iniziativa per riportare in Gambia la salma di una delle due vittime delle esalazioni da monossido

TERAMO. La tragedia di via Longo, con i due morti per le esalazioni di monossido sprigionate da un braciere di fortuna, al centro dell’iniziativa promossa dalla Casa del Popolo che ha avviato una raccolta fondi per riportare nel suo Paese una delle vittime. Si tratta di Ablie Ceesay, il gambiano di 26 anni morto nella vecchia palazzina abbandonata insieme alla 46enne teramana Alessia Sardella. Gli attivisti della Casa del Popolo hanno avviato una raccolta fondi per riportare la salma (che è ancora all’obitorio di Teramo) a Banjul, in Gambia, dai suoi genitori. «Un progetto solidale avviato in collaborazione con la società civile di Teramo» si legge in una nota dell’associazione che per oggi ha organizzato una conferenza stampa proprio per illustrare i dettagli dell’iniziativa.
Sulla pagina Facebook, intanto, ci sono già i primi riferimenti: si possono effettuare donazioni sul conto corrente intestato alla Casa del Popolo: causale “Riportiamo a casa Ablie” Iban – IT64P0542415300000001001253, oppure recarsi nella sede di via Nazario Sauro 52, durante i giorni di apertura della Spesa solidale, domani e dopodomani dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 17 alle 19 o anche in occasione della presentazione del libro “L’Aria Brucia” sempre giovedì dalle 20 in poi. «Alle porte del Natale», si legge ancora sulla pagina Facebook, «in città brucia ancora più forte la tragedia di via Longo, dove Alessia e Ablie perdono la vita respirando monossido di carbonio da un braciere di fortuna. Una tragedia strettamente legata all’emergenza abitativa che ha riaperto in tutti noi una ferita». La tragedia è avvenuta nei primi giorni di dicembre in uno dei palazzoni abbandonati e chiusi di via Longo dove le vite degli invisibili si sfiorano e si toccano nella disperazione di chi sopravvive. Come Alessia, come Ablie. Lei, un passato con una storia di tossicodipendenza, in alcune occasioni aveva rifiutato il soccorso dell’ambulanza quando si era sentita male. Era seguita dai servizi sociali del Comune che l’avevano sostenuta nel difficile percorso segnato dalla droga. Lui era arrivato in Italia nel 2018 con un programma di protezione e da qualche mese era giunto nel Teramano: si divideva tra la zona del parco fluviale e quella di piazza San Francesco.(d.p.)
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