Morto mentre è in cerca di funghi È caduto dopo l’ultima telefonata

Romagnoli poco prima dell’incidente ha chiamato i due amici con cui era partito e che non vedeva più La salma trovata dal cane Zoe dei vigili del fuoco. L’esperto: servono attrezzature giuste e prudenza
TERAMO. La caduta nella scarpata gli è stata fatale. Non ci sono al momento altre cause da accertare, come un malore che abbia preceduto la tragedia, per spiegare la morte diAldo Romagnoli. La salma del 63enne di Ariccia, vittima dell’incidente sabato mattina, mentre cercava funghi nella zona di Pietralta di Valle Castellana, sarà riconsegnata ai familiari nelle prossime ore. Il magistrato di turno fino al pomeriggio di ieri non aveva disposto l’autopsia e se resterà questa la sua decisione, potranno essere fissati i funerali nella cittadina dei Castelli romani.
Da qui Romagnoli era partito sabato mattina di buon’ora, insieme a due amici, per un’escursione in cerca di funghi sulle montagne tra le province di Teramo e Ascoli. Dopo l’entrata nel bosco, però, i compagni lo hanno perso di vista, si sono sentiti al telefono, ma non vedendolo arrivare hanno lanciato l’allarme. Le ricerche sono proseguite per tutto il giorno con squadre di terra dei vigili del fuoco ascolani e teramani, un elicottero partito da Pescara, unità cinofile e un drone. Proprio uno di questi strumenti, a sera inoltrata, ha localizzato il segnale del cellulare del 63enne nel bosco di Pietralta. La salma è stata trovata dal cane Zoe dei vigili del fuoco di Teramo e portata durante la notte all’obitorio di Ascoli. La tragedia ha suscitato profondo cordoglio ad Ariccia dove Romagnoli, che lascia moglie e due figlie, era molto conosciuto per il suo impegno sociale. Manutentore nella Casa Divin Maestro, sede di ritiri spirituali di Papa Francesco, Aldo era un volontario dell’oratorio Don Bosco della parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo e faceva parte dell’associazione che organizza il presepe vivente e le feste del periodo natalizio.
Romagnoli era un appassionato di funghi ed esperto cercatore, ma la tragedia di cui è stato vittima ripropone il tema della sicurezza in montagna non solo per gli alpinisti. «Le accortezze da seguire per chi va a funghi solo le stesse a cui devono attenersi gli escursionisti e gli scalatori», spiega Pasquale Di Ferdinando, dell’associazione “Robin Hood” che tutela i diritti dei consumatori e fungaiolo di lungo corso, «servono scarponi per muoversi sul terreno impervio ed è opportuno anche aiutarsi con un bastone». La prudenza resta la regola più importante. «Spesso un appassionato che avvista un fungo è tentato di azzardare pur di prenderlo», sottolinea Di Ferdinando, «ma va sempre calcolato il rischio è in caso di pericolo rinunciare».
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