Morì sul traliccio, chieste tre condanne

Castelnuovo, l’operaio stava eseguendo dei lavori di manutenzione ma era stata tolta la corrente su un’altra linea
TERAMO. Tre condanne e quattro assoluzioni. Queste le richieste del pubblico ministero Stefano Giovagnoni nel processo per la morte di Roberto Damiani, operaio di 40 anni di Penne, che nel settembre 2014 rimase folgorato mentre stava eseguendo dei lavori di manutenzione su una linea elettrica dell’Enel a Castelnuovo Vomano. Damiani, dipendente della ditta Tonelli costruzioni di Penne, incaricata dall’Enel di sostituire dei pali danneggiati, morì perché aveva omesso di verificare se sulla linea elettrica da ventimila volt sulla quale stava lavorando era stata tolta la corrente. Una dimenticanza fatale che però, ha sostenuto nella sua requisitoria il pubblico ministero, non fu l’unica causa della tragedia, ma solo il momento finale di una serie di inadempienze e di leggerezze da parte di chi aveva il compito di interrompere il passaggio del corrente su quella linea. Un’operazione che in realtà venne eseguita, ma su una linea sbagliata che passava a poche decine di metri di distanza. Questo perché, secondo l’accusa, non venne fatto il sopralluogo – come impongono le norme di sicurezza – prima dell’avvio dei lavori, che avrebbe rilevato in quel punto la presenza di due linee distinte e non solo di una come risultava dalle carte dell’Enel. Il pm Giovagnoni ha chiesto la condanna a 1 anno e 4 mesi ciascuno per Pietro Marcelli e Franco Ruggeri, entrambi dipendenti Enel, e per Francesco Cantagallo, preposto della ditta Tonelli, tutti ritenuti responsabili di omicidio colposo. Assoluzione invece, per non aver commesso il fatto, per gli altri imputati; Andrea Salvatori, delegato Enel zona di Teramo, per i dipendenti Enel Pasqualino Ardizzi e Giuseppe Mastrodascio e per Adriano Tonelli, titolare della Tonelli costruzioni. Il processo riprenderà il 12 aprile con le arringhe degli avvocati. (e.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

