Mosaico del Leone Al via il progetto per il recupero

7 Agosto 2019

Comune, Fondazione Tercas, famiglia Savini e Soprintendenza firmano un protocollo di intesa per riconsegnarlo alla città 

TERAMO. Finora è stato un simbolo oscurato della città. Il mosaico del Leone è apparso più in foto che “dal vivo” dopo diversi tentativi di recupero e valorizzazione per renderlo accessibile alla collettività. Con il protocollo sottoscritto da Comune, Fondazione Tercas, soprintendenza regionale archeologica e famiglia Savini, proprietaria del palazzo all’angolo tra corso Cerulli e via Antica cattedrale che ospita in un seminterrato l’opera risalente al I secolo avanti Cristo, il prezioso reperto proveniente da una domus romana sarà definitivamente riconsegnato alla fruizione pubblica. Questo almeno è l’obiettivo dell’intesa che fissa compiti e adempimento a carico dei firmatari. La soprintendenza si occuperà dell’analisi e degli interventi necessari a riqualificare e proteggere il mosaico, per il quale già in passato erano stati adottati accorgimenti finalizzati a preservarlo da muffe e umidità che si formano nel seminterrato. Supporto scientifico sarà fornito anche dalla Fondazione Tercas che, oltre a finanziare l’operazione, studierà insieme al Comune soluzioni per la gestione del sito una volta che sarà riaperto al pubblico in modo da garantirne la massima visitabilità. All’amministrazione cittadina spetterà anche il compito d’intervenire in via Teatro Antico per rimuovere eventuali ostacoli sotterranei che, come già capitato in passato, possano pregiudicare il recupero e la salvaguardia del mosaico. Lo spazio che accoglie il reperto è stato messo a disposizione dalla famiglia rappresentata da Bernardo Savini a una condizione riportata nell’intesa: l’antica opera d’arte dovrà rientrare in un percorso cittadino di valorizzazione del patrimonio archeologico. «Questo è un tassello, forse il più prezioso, nel programma per la riqualificazione dei nostri beni artistici, storici e culturali», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «il Comune non ha la forza di realizzarlo da solo, ma può farlo grazie alla disponibilità della fondazione alla grandissima attenzione che in questo periodo la soprintendenza rivolge alla città». Per l’assessore alla cultura Luigi Ponziani il protocollo rappresenta un «momento di svolta, dopo tanto parlare intorno ai tesori archeologici della città, che indica tempi certi e compiti definiti a garanzia del buon esito dell’iniziativa». Il recupero del mosaico del leone è sempre stato un obiettivo prioritario della Fondazione Tercas che dunque si è fatta “motore” del progetto che la presidente Enrica Salvatore definisce ambizioso. «Il protocollo permetterà di valorizzare e rendere fruibile», spiega, «un’effige della città conosciuta anche all’esterno». Per raggiungere l’obiettivo servirà qualche anno ma, sottolinea la soprintendente Rosaria Mencarelli, «è stata tracciata una strada sicura su cui scandire interventi e progetti di valorizzazione dell’ampio patrimonio archeologico della città».
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