Mostra la pistola dall’auto, 18 mesi a Iannetti

26 Settembre 2014

L’ex calciatore del Teramo patteggia la pena ad Ascoli per minacce e porto abusivo di arma

TERAMO. L’ex calciatore del Teramo Antonio Iannetti, più noto come “Toni”, ieri mattina nel tribunale di Ascoli Piceno ha patteggiato la condanna ad un anno e mezzo di reclusione (pena sospesa) davanti al gup Rita De Angelis. Iannetti, 46 anni, il 28 febbraio scorso era stato arrestato dalla polizia stradale di Porto San Giorgio, lungo l'autostrada A14, per aver puntato una pistola contro un automobilista che gli impediva di sorpassare.

L'episodio contestato a Toni Iannetti era avvenuto in piena notte in territorio marchigiano e l'uomo, originario di Roseto e domiciliato a Teramo, che si trovava alla guida di un Suv Porsche, era stato bloccato e arrestato dagli uomini della Polstrada all'altezza del casello di San Benedetto del Tronto. Doveva rispondere di minaccia, porto d'arma con la matricola abrasa e ricettazione della pistola. Le minacce, secondo l’accusa, erano state rivolte all’automobilista (un marchigiano) che Iannetti, procedendo alla guida del suo mezzo in direzione sud, si era ritrovato davanti sulla corsia di sorpasso, alla guida di un furgone, e che non lo faceva sorpassare. Dopo avergli invano lampeggiato, più volte, l’ex calciatore aveva dapprima affiancato il furgone mettendosi sulla corsia di marcia, e subito dopo, attraverso il finestrino, aveva mostrato all’altro guidatore una pistola. Poi lo aveva sorpassato e si era allontanato a forte velocità.

L’episodio era subito stato segnalato agli agenti della polizia stradale dallo stesso automobilista, che aveva fornito anche la targa del Suv dell’ex ala di Teramo e di altre squadre professionistiche. Iannetti era stato fermato dalla Polstrada al casello di San Benedetto del Tronto. Nella successiva perquisizione dell’auto era stata rinvenuta la pistola e contestualmente si era scoperto che l’arma aveva la matricola abrasa e, inoltre, che non era detenuta regolarmente. Toni Iannetti era stato arrestato e messo agli arresti domiciliari. Successivamente, dopo aver revocato gli arresti domiciliari nei suoi confronti, il giudice aveva revocato anche l’obbligo di dimora nel comune a cui l’uomo era stato sottoposto, mentre i suoi legali avevano chiesto il patteggiamento per il loro assistito.

Ma perché Toni Iannetti andava in giro con una pistola? Lui stesso aveva spiegato al giudice, durante l’udienza di convalida, che da tempo viveva nel terrore di subire furti e rapine a causa del suo elevato tenore di vita. Di fatto, Iannetti e la sua famiglia hanno subito negli anni scorsi furti e tentativi di furto in diverse loro abitazioni. Quella notte, di fronte al comportamento ostile del guidatore del furgone, l’ex calciatore ha detto di essersi molto spaventato e di aver mostrato la pistola attraverso il finestrino a scopo di autodifesa.

Stefania Mezzina

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