MoTe, il Riesame dissequestra immobili e conto di Ruscitti

3 Marzo 2024

Accolto il ricorso dell’ex amministratore indagato per malversazione di erogazioni pubbliche La difesa ha puntato sulla necessità di garantire il servizio pubblico, le motivazioni tra un mese

TERAMO. Le motivazioni del Riesame saranno depositate tra un mese, ma appare evidente che le tesi sostenute dalla difesa nel ricorso abbiano trovato pieno accoglimento.
Il tribunale ha annullato il provvedimento di Procura e gip scrivendo un nuovo capitolo nell’inchiesta aperta sul MoTe, la società per azioni a capitale pubblico che si occupa della gestione rifiuti e di cui il Comune di Teramo è azionista di maggioranza: via i sigilli a immobili e conto corrente a Ermanno Ruscitti, ex amministratore della società all’epoca dei fatti contestati, nei cui confronti la Procura ipotizza il reato di malversazione di erogazioni pubbliche. Secondo l’accusa la società dopo aver ricevuto dalla Regione un contributo pubblico di circa un milione ne avrebbe usato 700mila euro (il valore complessivo dei beni oggetto del sequestro) per ripianare debiti della stessa società e pagare gli stipendi dei dipendenti anzichè usarli per la destinazione prevista, ovvero la costruzione di una piattaforma ecologica per il trattamento imballaggi.Nel ricorso (Ruscitti è difeso dall’avvocato Guglielmo Marconi) si è fatto riferimento proprio al ruolo di società pubblica e quindi alla necessità di garantire un pubblico servizio come quello della raccolta rifiuti. Altro argomento sostenuto sempre nel ricorso è quello legato al fatto che il termine indicato per la realizzazione della piattaforma non sia scaduto: l’opera può essere ancora realizzata. Le motivazioni attese tra un mese (collegio Riesame presieduto da Carlo Calvaresi, giudice relatrice Claudia Di Valerio) diranno quale sia stata la strada seguita dai magistrati.
Un dissequestro che arriva dopo quello disposto dalla Procura (in questo caso non c’è stato il ricorso al Riesame) per la società. Il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni (titolare del fascicolo) nei giorni scorsi ha accolto l’istanza di revoca del sequestro presentata dall’avvocato Gennaro Lettieri, il legale che assiste la società. Con questo provvedimento sono stati dissequestrati 70mila euro e sono stati liberati i conti correnti per consentire tutte le attività della stessa società: dal pagamento degli stipendi ai dipendenti a tutte le altre attività in corso. Per la società resta la contestazione, fatta dalla Procura, sulla responsabilità amministrativa degli enti.
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