Motociclista morto l’investitore non ha colpe
Il giudice lo assolve dall’accusa di omicidio colposo perché il fatto non sussiste La vittima, Stefano Campana, non morì per le lesioni riportate nello scontro
GIULIANOVA. Dopo circa tre anni dall’incidente, il tribunale di Teramo ha assolto con formula piena D.G., imputato di omicidio colposo per la morte del 49enne giuliese Stefano Campana, deceduto in ospedale due giorni dopo l’incidente in cui era rimasto coinvolto mentre era in sella al suo scooter: il giudice Roberto Veneziano ha assolto l’uomo perché il fatto non sussiste. La procura di Teramo, all’epoca dei fatti, nel dicembre 2013, aveva disposto l’autopsia, ritenendo che la morte dello scooterista fosse da ricondurre ai traumi riportati nell’incidente in cui era rimasto coinvolto: in base alle risultanze dell’autopsia la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo, richiesta accolta dal gup.
Successivamente è iniziato il processo e al termine dell’istruttoria è stato lo stesso giudice a disporre una sua perizia. «La difesa dell’uomo», hanno fatto sapere gli avvocati difensori dell’imputato Carla Gatti e Chiara Schiavi, «da sempre convinta dell’innocenza del proprio assistito, è riuscita nel corso del processo, grazie anche al contributo dei consulenti di parte Pietro Alessandrini e Luciano Moretti, a controvertere le conclusioni del consulente nominato dalla procura, che sono state disattese anche dalla relazione del consulente tecnico d’ufficio, Vincenzo Vecchione, nominato dal giudice. Proprio ques’ultimo ha affermato che le lesioni traumatiche riportate dalla vittima nell’incidente stradale non hanno avuto alcuna capacità concorsuale o concausale con la morte». Al termine dell’istruttoria lo stesso pm d’udienza ha chiesto l’assoluzione. «E’ stata fatta finalmente giustizia», hanno commentato Gatti e Schiavi, «l’assoluzione con formula piena restituisce serenità al nostro cliente che, comprensibilmente provato per le accuse da cui si è dovuto difendere, è sempre stato sereno e fiducioso nel lavoro dei propri avvocati, dei propri consulenti medici ed in quello del tribunale».
Margherita Totaro
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