Multe ai semafori, notificate le prime 1.700
C’è il ricorso al giudice di pace di una guidatrice e il Comune si costituisce in giudizio
TORTORETO. La seconda vita del rosso semaforico a Tortoreto ha già fatto superare la soglia delle 1.700 multe. Oltre 900 quelle prodotte dall’impianto del Lido, all’incrocio tra la Statale Adriatica e via Trieste. Poco più di 800, invece, le sanzioni inviate agli automobilisti che hanno attraversato con il rosso l’incrocio principale di Salino, quello tra la Fondovalle del Salinello, via Po e via San Giovanni. I numeri si riferiscono a un periodo di poco inferiore ai primi due mesi e mezzo di attivazione dei due impianti tecnologici. Questi da agosto rilevano le targhe delle auto che attraversano gli incroci. Un’attività partita dopo la sperimentazione effettuata in via Trieste nel 2019, che fece discutere e non poco. La questione è stata al centro del dibattito politico per mesi, anche per l’importante incidenza delle sanzioni prodotte dal rosso semaforico sulle voci di entrata del bilancio comunale. I due impianti sono stati voluti dall’amministrazione, insieme ad altre misure, con lo scopo di aumentare la sicurezza delle strade cittadine in due punti strategici e trafficatissimi.
Nonostante il sistema di rilevazione lasci poco scampo agli automobilisti indisciplinati, producendo sia video che fotogrammi della violazione del codice della strada, c’è comunque chi tenta il ricorso. E un contenzioso legale, forse il primo da quando gli impianti sono in funzione, è partito nei giorni scorsi. Ad avviarlo una automobilista che ha impugnato davanti al giudice di pace il verbale redatto dalla polizia locale per una violazione che ci sarebbe stata il 13 agosto. Il Comune ha deciso di costituirsi in giudizio per difendersi, dando mandato di nominare un legale, le cui spese saranno pagate come da accordi dalla ditta Cross Control di San Benedetto del Tronto che fornisce il rosso semaforico a noleggio. L’udienza si terrà a gennaio. La delibera firmata dalla giunta Piccioni contempla già anche la possibilità di ricorrere in appello in caso l’eventuale sentenza del giudice di pace dovesse dichiarare la soccombenza del Comune.
Luca Tomassoni
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