Multe con lo sconto, i testi in aula: «Era tutto normale»

31 Ottobre 2014

ROSETO. Sono i multati gli ultimi testi ascoltati nel processo che vede imputati 16 vigili urbani di Roseto accusati di abuso d’ufficio, truffa e falso in atto pubblico per le presunte...

ROSETO. Sono i multati gli ultimi testi ascoltati nel processo che vede imputati 16 vigili urbani di Roseto accusati di abuso d’ufficio, truffa e falso in atto pubblico per le presunte contravvenzioni con lo sconto. Ai giudici raccontano «che era normale andare dai vigili e contestare». Dice una donna: «Secondo me mi hanno fatto pagare il giusto. Inizialmente il verbale era di 74 euro, la quietanza finale di 36 euro». Stessa cosa dice un altro contravvenzionato: «Non ricordo per quale motivo ho preso la multa se era per un divieto di sosta o per un’altra infrazione. Io sono andato all’ufficio dei vigili per dire che non c’era quell’infrazione. So che mi hanno fatto pagare il giusto». Tra gli imputati c’è anche l’ex comandante Tarcisio Cava, da poco indagato per abuso e falso nell’ambito di un’altra inchiesta aperta dal pm dopo l’esposto presentato sulle oltre mille multe che sarebbero state comminate dallo stesso Cava in due mesi. Il processo iniziato nasce dall’inchiesta del pm Laura Colica che nel 2012 mise a rumore Roseto: in 159, tra vigili urbani e automobilisti, vennero iscritti nel registro degli indagati per presunti sconti che, secondo l’accusa, sarebbero stati applicati su decine di multe senza una reale motivazione. Il voluminoso fascicolo, nato con una denuncia presentata dall’allora comandante della polizia municipale Emiliano Laraia, dopo un lungo periodo di indagini si è diviso in due stralci: uno per cui il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per i vigili e l’altro riguardante i 142 automobilisti la cui posizione è stata archiviata. La discussione davanti al collegio presieduto da Flavio Conciatori è fissata per il 15 gennaio.(d.p.)

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