Multe nella Ztl, il Pd ricorre al prefetto

25 Giugno 2015

Di Pasquale: «Ci pensi lui ad annullarle», ma il sindaco ammonisce i cittadini: «Se perdete il ricorso la sanzione raddoppia»

TERAMO. Il Pd e "Teramo cambia" chiedono l'intervento del prefetto Valter Crudo per l'annullamento delle multe registrate con le telecamere ai varchi della Ztl, ma il Comune, convinto che sono state rispettate tutte le procedure, ammonisce gli automobilisti: «Attenti, se fate ricorso e lo perdete le multe raddoppiano». La consigliera comunale del Pd Manola Di Pasquale ha depositato ieri in prefettura il ricorso con cui, in quindici pagine, sono illustrati i motivi che comporterebbero l’azzeramento delle contravvenzioni scattate dall’inizio di marzo quando è entrato in funzione il sistema di videosorveglianza. Una copia del provvedimento è stata protocollata anche in Comune. «L'amministrazione dovrebbe agire in autotutela, visto il caos scatenato dall'applicazione delle nuove regole sull’accesso nelle Ztl», sottolinea la rappresentante dell'opposizione, «sospendendo l’attività di controllo ai varchi e annullando le multe comminate finora».

E' già chiaro, per le risposte arrivate nei giorni scorsi dal sindaco Maurizio Brucchi e dall'assessore al traffico Giorgio Di Giovangiacomo, che l’istanza non troverà riscontri a livello comunale. Per questo il ricorso è stato consegnato al prefetto, «che può esercitare il potere sostitutivo», spiega Di Pasquale, «in caso d’inadempimento da parte dell'amministrazione». Questa, dunque, sarebbbe la strada da percorrere per sanare quella che Pd e "Teramo cambia" considerano un’ingiustizia subita dagli automobilisti multati. Nel ricorso, infatti, viene evidenziato che molti dei verbali contestati riguardano mezzi di disabili in possesso di autorizzazioni all’accesso in centro storico. Il Comune, stando alla tesi dei due gruppi di opposizione, non avrebbe correttamente informato i titolari dei permessi che le regole erano cambiate e sarebbe stato necessario segnalare alla polizia municipale le targhe delle loro auto per non essere multati dalle telecamere. Il difetto di comunicazione, tra l’altro, coninvolgerebbe anche tutte le altre contravvezioni registrate dagli occhi elettronici per la mancanza di segnaletica adeguata ai varchi che indicasse l'attivazione del sistema di controllo. Tra le illegittimità segnalate al prefetto, inoltre, c'è il mancato “pre-esercizio” di almeno un mese, richiesto dal ministero dei Trasporti, al termine del quale durante il quale verificare sul campo il corretto funzionamento del sistema. Il ricorso segnala inoltre i tanti casi di cittadini che sostengono di essere stati multati nonostante sui display agli accessi delle Ztl comparisse l’indicazione “varco non attivo”. Secondo Manola Di Pasquale, dunque, ci sarebbero tutti gli estremi per l’annullamento. Questo, oltre che nell’istanza depositata ieri, andrebbe richiesto tramite singoli ricorsi al prefetto firmati dagli automobilisti. «Non basta presentare l’istanza ai vigili urbani», chiarisce la consigliera, «perché interrompe la decorrenza del termine di trenta giorni entro cui si può impugnare la contravvenzione».

Immediata la replica del Comune che pur rispettando il «diritto dei cittadini a proporre il ricorso contro i verbali», tiene a evidenziare i rischi connessi al mancato accoglimento della richiesta di annullamento. «Qualora dovesse verificarsi, come l'amministrazione ritiene, l'infondatezza delle ragioni addotte dalla consigliera Manola Di Pasquale», spiega una nota dell'ente, «i ricorrenti devono sapere che la legge prevede che l'importo dell’ammenda si raddoppia». Il richiamo viene fatto a «titolo informativo» per evidenziare un aspetto «non secondario» legato alla presentazione del ricorso.

L'amministrazione si dice, infatti, «assolutamente convinta di aver osservato la normativa vigente» per quanto riguarda l’attivazione delle telecamere ai varchi. «Proprio per l'importanza e la particolarità delle norme adottate è stata posta la massima attenzione alle prescrizioni di legge», fa notare il Comune, «adottando anche misure superiori a quanto indicato». Non ci sarebbe stato alcun errore dunque. Al contrario l’amministrazione si dice «assolutamente certa di aver posto in essere tutte le attività prescritte dalla legge e dal rispetto dei diritti dei cittadini». Il sistema adottato avrebbe caratteristiche tecniche e di garanzia superiore ad apparacchiature analoghe installate in altre città.

«Il non completo funzionamento dello stesso, peraltro preventivabile per la fase di attivazione» prosegue la nota, «è comunque assistito da una serie di misure che assicurano la regolarità della prestazione». Il Comune riafferma, dunque, che l'entrata in funzione delle telecamere è stato ampiamente pubblicizzata: «Il periodo di pre-esercizio, che la legge prescrive in 30 giorni, è durato 180 giorni», sostiene l’amministrazione, «in quanto è stato avviato sin dall'autunno scorso, portandolo a sei mesi di anticipo rispetto all’avvio del sistema».

Gennaro Della Monica

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