Municipio, c’è il piano post-sisma: il cantiere aprirà entro fine anno

Il pool di tecnici consegna il progetto per la riparazione dei danni, il costo sale da 7 a 10 milioni di euro Prima dell’appalto serve il via dell’Usr. D’Alberto: «Decisiva la collaborazione tra gli enti interessati»
TERAMO. C’è il progetto definitivo per il recupero della sede storica del Comune. Il pool di tecnici guidato dall’architetto ascolano Valerio Borzacchini, che circa un anno e mezzo fa ha ricevuto l’incarico dall’amministrazione cittadina, ha consegnato all’ufficio tecnico dell’ente le carte per l’intervento sull’edificio in piazza Orsini. Si tratta di un passaggio che avvia alla conclusione la procedura per i lavori di restauro post-sisma dell’immobile finanziati con 10,2 milioni di euro. Il progetto deve passare al vaglio dell’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr), chiamato a valutare la congruità delle soluzioni di recupero proposte rispetto alla spesa stimata, cresciuta di tre milioni rispetto al finanziamento di partenza. Ricevuto il via libera l’amministrazione convocherà la conferenza dei servizi, con Sovrintendenza e altri enti interessati, per acquisire i loro pareri sull’opera e poi farà partire la gara d’appalto.
L’obiettivo è incassare il nulla osta dell’Usr in tre mesi, individuare la ditta incaricata dell’opera per l’autunno e aprire il cantiere entro la fine dell’anno o il primo scorcio del 2025. «Il progetto che ci è stato consegnato è già quasi un esecutivo», premette il sindaco Gianguido D’Alberto, «questo ci permetterà di recuperare ulteriormente tempo per restituire alla città uno dei suoi spazi simbolici». Con l’Ufficio speciale diretto da Vincenzo Rivera il dialogo è già in corso. «L’Usr è stato già coinvolto durante la stesura del progetto», evidenzia il primo cittadino, «per cui c’è già una sorta di condivisione di massima sull’intervento». L’amministrazione ha tenuto aperto il confronto anche con la Soprintendenza che ha un ruolo chiave nel recupero della sede municipale sia per il valore storico e architettonico dell’immobile, sia perché nei locali sono stati riportati alla luce, dopo la chiusura per le lesioni provocate dal sisma, affreschi e fregi da valorizzare. «La conferenza dei servizi servirà proprio a recepire tutte le valutazioni sul progetto da appaltare», fa rilevare D’Alberto, «l’auspicio è che prosegua la collaborazione con gli enti e che tutti avvertano l’importanza di questo intervento». Il palazzo municipale è inagibile da novembre 2016 e la procedura per il suo ripristino si è rivelata particolarmente complessa. Oltre alla sala consiliare, all’ufficio del sindaco e alla segreteria generale, infatti, l’edificio ospita al piano terra attività commerciale e in un’ala anche alcuni appartamenti. L’amministrazione, dunque, ha dovuto concordare i lavori con i privati prima di avviare la progettazione. L’intervento, nella fase di elaborazione, ha fatto emergere tra l’altro il consistente aumento della spesa richiesta. «Lo stanziamento di 7,2 milioni di euro risalente al 2018 si è rivelato insufficiente», spiega D’Alberto, «ed è stato necessario integrarlo tramite l’ordinanza Teramo firmata dall’allora commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini e grazie al lavoro degli uffici che ci permetteranno di ottenere un grande risultato. Sistemati conti e carte, dunque, per il sindaco si aprirà un’altra «sfida ambiziosa»: quella di vedere tra un anno i lavori avviati.
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