Municipio, ecco i costi del piano: 9,6 milioni per la ricostruzione

La giunta uscente ha approvato il documento tecnico ed economico quattro giorni prima del voto Il via definitivo al progetto deve arrivare dal commissario Castelli e dall’Ufficio speciale di Rivera
TERAMO. C’è il primo via libera al recupero della sede municipale in piazza Orsini. Lo ha dato la giunta uscente che, in una riunione convocata quattro giorni prima delle elezioni del 14 e 15 maggio, ha approvato il piano di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento di ricostruzione post-sisma del Centro Italia. Si tratta del livello di progettazione iniziale che apre la procedura di verifica delle soluzioni prospettate dal pool di tecnici guidato dall’architetto ascolano Valerio Borzacchini a cui l’ente si è affidato per la predisposizione delle carte. Lo studio mette un punto fermo sui costi dell’opera al netto dei rincari dovuti all’aumento dei prezzi dei materiali e a una stima dettagliata dei lavori necessari.
L’importo è stato fissato in poco più di 7,3 milioni di euro rispetto ai 6,6 milioni indicati nella cosiddetta “ordinanza Teramo” firmata nell’estate del 2021 dall’allora commissario per la ricostruzione Giovani Legnini. Alla somma fissata per i lavori vanno aggiunti però altri 2,3 milioni di euro circa destinati a coprire spese di progettazione e di collaudo, Iva e altri oneri accessori. A conti fatti, dunque, il ripristino dello storico edificio costerà in tutto 9,6 milioni di euro. Sulla congruità della spesa e delle soluzioni progettuali suggerite dai tecnici sono previsti tre livelli di verifica. Il primo è affidato alla struttura commissariale attualmente diretta dal senatore Guido Castelli, cui la giunta ha disposto l’invio della documentazione. Un ulteriore passaggio, in particolare relativo al controllo dei costi, sarà di competenza dell’Ufficio speciale della ricostruzione guidato da Vincenzo Rivera. Nel caso della sede municipale, che presenta elementi di pregio architettonico e artistico a cominciare dal loggiato davanti all’ingresso principale, oltre ad alcune decorazioni riaffiorate nei soffitti degli uffici coperti in passato da intonaci, sarà necessario anche il nulla osta della soprintendenza regionale. I tempi per il varo della progettazione esecutiva e la successiva apertura del cantiere potrebbero essere dunque tutt’altro che brevi, considerato anche che l’avvicendamento tra Legnini e Castelli ha reso meno fluidi i rapporti tra l’amministrazione confermata nella tornata elettorale di due settimane fa e la struttura commissariale. Per l’inizio della settimana entrante è fissato un incontro tra i tecnici del Comune e l’Ufficio speciale per la ricostruzione da cui potrebbero scaturire indicazioni più precise sul cronoprogramma dell’intervento. L’obiettivo dichiarato dal sindaco Gianguido D’Alberto prima delle elezioni è di riaprire la sede storica del Comune entro il 2025. Oltre agli uffici il complesso di piazza Orsini ospita anche spazi privati, tra cui attività commerciali che rendono la procedura ancora più complessa.
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