Muore a 17 anni in clinica: 15 indagati

25 Ottobre 2019

La Procura apre un fascicolo con 15 persone nei guai tra medici e infermieri di tre strutture sanitarie tra Abruzzo e Marche

TERAMO. Azul Calamante, 17 anni di Ancarano, è morta la notte tra l’8 e il 9 ottobre mentre era ricoverata nella clinica Sant’Agnese a Pineto. Una morte improvvisa sulla quale, dopo la denuncia querela contro ignoti presentata dai genitori, la Procura di Teramo ha aperto un’inchiesta con l’obiettivo di valutare eventuali responsabilità mediche nel decesso della giovane, che prima di arrivare al Sant’Agnese era stata ricoverata prima all’ospedale di Ascoli Piceno e poi in quello di San Benedetto.
Nella giornata di mercoledì il pm Davide Rosati ha disposto l’autopsia sul corpo della ragazza, iscrivendo nel registro degli indagati, come atto dovuto a fronte dell’esame autoptico, 15 persone tra medici e infermieri delle tre strutture che si sono occupate della 17enne. L’autopsia è stata effettuata lo stesso giorno dell’affidamento dell’incarico ed è stata eseguita dal medico legale Donatella Fedeli, affiancata dall’otorino Marco Trebbi e dall’anestesista rianimatore Elisabetta Pierucci. Sul risultato dell’esame, al quale ha partecipato anche il consulente di parte nominato dalla famiglia, il medico Paolo Martorelli, vige il massimo riserbo ma da quanto si apprende dai primi risultati sarebbe emerso che a causare la morte della ragazza sarebbe stata un’importante emorragia. I periti si sono presi comunque 60 giorni di tempo per rimettere la relazione sul tavolo della Procura, relazione che dovrebbe chiarire cosa l’abbia provocata. Da quanto si è appreso la 17enne, che viveva con la famiglia ad Ancarano, soffriva della sindrome di Dravet, una rara ma grave forma di encefalopatia epilettica, che ha un forte impatto sullo sviluppo neurologico e psicomotorio.
A fine luglio, proprio per problemi legati a questa patologia, era stata ricoverata all’ospedale di Ascoli Piceno, dove era stata sottoposta a una tracheostomia. Successivamente era stata trasferita all’ospedale di San Benedetto e da qui, i primi di settembre, al Sant’Agnese per la successiva riabilitazione. Una riabilitazione che, da quanto si apprende, stava procedendo bene, tanto che a breve la ragazza avrebbe dovuto essere dimessa. Ma la notte tra l’8 e il il 9 ottobre le sue condizioni si sono aggravate per un’improvvisa emorragia interna che non le ha lasciato scampo. Dopo la tragedia i genitori della 17enne, assistiti dall’avvocato Andrea Maurizio Trofino, hanno presentato una denuncia-querela per capire cosa sia successo. Denuncia finita sul tavolo del pm di turno, il sostituto Davide Rosati, che ha immediatamente fatto acquisire le cartelle cliniche e disposto l’autopsia sul corpo della ragazza, aprendo un fascicolo per omicidio colposo e iscrivendo nel registro degli indagati, come atto dovuto, tutti quei medici e infermieri delle tre strutture sanitarie che si erano occupati dalla 17enne negli ultimi tre mesi.
Azul Calamante, di origine italo-argentine, viveva ad Ancarano con il padre Juan Pablo, che lavora in una ditta di trasporti, la madre Luciana Soledad Piris, casalinga, e i due fratelli più piccoli. La famiglia si era trasferita nel Teramano da circa un anno, dopo aver vissuto per 14 anni ad Ascoli Piceno. Una famiglia unita, solare, sempre pronta ad affrontare le difficoltà col sorriso. La madre di Azul aveva tralasciato il lavoro per impegnare tutte le sue energie nella cura dei figli e soprattutto di quell’adolescente che fin da bambina aveva dovuto affrontare le difficoltà e i problemi legati alla patologia che l’affliggeva. Un battaglia portata avanti sempre con il sorriso.
Dopo l’autopsia il pm ha dato il nulla osta per i funerali, che si svolgeranno questo pomeriggio alle 15.30 nel duomo di Ascoli Piceno. Una città dove la famiglia ha vissuto per anni e dove un’intera comunità si è stretta attorno al suo dolore.
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