Muore a 63 anni, donati i suoi organi

10 Agosto 2023

Dolore per la scomparsa di Tonino De Ruvo, maestro di “du botte” molto conosciuto. Sabato era stato colpito da un ictus

TERAMO. Il “du botte” era la sua passione e suonando il tradizionale organetto abruzzese aveva girato l’Abruzzo e l’Italia. Portando ovunque il suo amore per la musica e la sua grande generosità. Tonino De Ruvo, 63 anni, teramano originario del quartiere Cona ma da circa un anno residente a Castelnuovo di Campli, se n’è andato per sempre a causa di un ictus cerebrale che lo aveva colpito sabato mattina e che non gli ha dato scampo. I familiari, in linea con il senso di generosità del congiunto, hanno dato l’autorizzazione all’espianto e i suoi organi salveranno altre vite negli ospedali di Roma e dell’Aquila.
Sposato e padre di tre figli, De Ruvo era molto conosciuto come maestro di “du botte” che aveva fatto conoscere sia con i suoi concerti spettacolo sia insegnando a suonare il tradizionale strumento musicale abruzzese a molti ragazzi. E sui social tanti sono i ricordi dei colleghi a cominciare da Vittorio Di Domenicantonio, in arte Vittorio il fenomeno, musicista e cantante, che così ricorda De Ruvo: «Amico mio sono senza parole, sono molto triste. Ma porterò sempre con me la tua simpatia e i tuoi consigli. Adesso suona per gli angeli Maestro dei maestri». Quella fatta all’ospedale Mazzini è l’ottava donazione multiorgano alla Asl di Teramo nel 2023 e le complesse operazioni, dopo le previste sei ore di osservazione, si sono concluse nel primo pomeriggio di ieri. «La famiglia ha confermato la volontà di donazione in linea con i valori che avevano guidato l’uomo in vita», si legge in una nota della Asl, «dunque sono iniziate nella giornata di martedì le lunghe e complesse procedure per il prelievo multiorgano svolte dagli operatori dell’ospedale. I trapianti verranno effettuati nelle prossime ore negli ospedali di Roma e dell’Aquila. Un dono che, nonostante la morte, ha moltiplicato la vita». Così dichiara il direttore generale facente funzione dell’Asl Franco Santarelli: «Una famiglia teramana, ancora una volta ha deciso di compiere un gesto di sensibilità e altruismo. La volontà a consentire alla donazione nella nostra provincia è in aumento e questo permette di dare risposta agli oltre 8mila pazienti in attesa. Ringrazio dunque a nome di tutta la comunità la famiglia e ringrazio anche tutti gli operatori coinvolti del Mazzini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA