Muore in montagna, l’ex ragazzo chiede i soldi dell’assicurazione

Si apre una battaglia legale sulla polizza vita stipulata dalla donna di Basciano precipitata a giugno La famiglia: «La relazione era finita sei mesi prima e Giusy voleva cambiare il beneficiario»
TERAMO. Aveva stipulato una polizza vita e come beneficiario aveva indicato l’allora fidanzato. Ma le relazioni spesso finiscono e quel rapporto sentimentale si era interrotto sei mesi prima della tragedia. Quella in cui Giuseppina Manetta, per tutti Giusy, 31enne operaia di Basciano, è precipitata in un dirupo sui monti della Laga. Ora è l’ombra di una interminabile battaglia legale quella che si allunga su quella obbligazione dopo che l’ex ha chiesto la liquidazione e la famiglia di lei è pronta ad opporsi in tribunale. «Perchè quella polizza», dice la sorella Adele, «rappresenta il sangue dei mie fratelli».
La somma depositata nella polizza (30mila euro) è l’importo di un risarcimento danni che la donna aveva ricevuto anni prima per la morte di un fratello in un incidente stradale. «Mia sorella dopo la fine della relazione aveva detto in più occasioni di voler cambiare beneficiario», aggiunge Adele, «ma certamente a 30 anni non si può pensare di morire per una escursione». Per ora, intanto, la riscossione della polizza è bloccata perchè sulla morte della donna è ancora in corso l’inchiesta aperta dalla Procura per fare chiarezza sulla dinamica Spiega l’avvocato Sigmar Frattarelli, avvocato della famiglia Manetta: «A parte il risvolto morale della penosa vicenda che avrebbe dovuto implicare da parte dell’interessato una diversa presa di coscienza dell’accaduto anche perché quei soldi sono il risarcimento per la tragica morte del fratello di Giusy, sul piano strettamente legale e giuridico vi sono i presupposti per una risoluzione parziale e invalidità della clausola del contratto contenente la designazione del beneficiario che è inficiata da un vizio inerente la sua causa sul presupposto che essa era stata stipulata espressamente solo in virtù della relazione che all’epoca intercorreva con il beneficiario ma che successivamente è venuta meno». E aggiunge: «Dovrà inoltre tenersi conto anche delle ultime dichiarazioni di volontà di Giusy, nonché del fatto che la stessa aveva già anticipato, anche all’agente assicurativo, la sua intenzione di revocare la designazione del beneficiario contenuta nella polizza. Si auspica ancora in un coscienzioso ravvedimento da parte dell’interessato, fermo restando che in caso contrario la vicenda non potrà che sfociare in un contenzioso».
La mattina del 2 giugno scorso Giusy era andata a fare una escursione sui monti della Laga, precisamente nella zona del Fosso della Cavata. Da qualche tempo aveva scoperto la passione per le passeggiate in montagna e quel giorno con lei c’era un amico, unico testimone della tragedia. Che si è consumata in pochi istanti quando la donna si sarebbe sporta sul ciglio di un precipizio, forse per fare delle foto, per poi precipitare nel dirupo sottostante. Un volo di dieci metri che non le ha dato scampo.
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