Muore in piscina a 5 anni

Inutili i soccorsi per salvare il piccolo di Bergamo. È probabile una congestione
SILVI. Un tranquillo pomeriggio di fine estate. Tommaso Galizzi, cinque anni, stava giocando in piscina con il fratellino maggiore, di 8 anni, e altri bambini ospiti dell’hotel Abruzzo Marina. Erano le 17. Il bimbo, arrivato a Silvi sabato con la famiglia dalla provincia di Bergamo, all’improvviso si è sentito male ed è andato a fondo. Il malore non è sfuggito al bagnino, che seguiva da vicino le evoluzioni dei bambini. Si è tuffato e ha portato fuori dall’acqua il piccolo Tommaso.
Ha subito iniziato il massaggio cardiaco, supportato da un medico ospite dell’hotel. Intanto il “beach manager”, il responsabile dell’area, chiamava il 118, arrivato in tempi veramente da record. I soccorritori del 118 hanno continuato le manovre rianimatorie. Sono passati più di 40 minuti ma non c’è stato nulla da fare. Un segno di vita il bimbo, sin da subito cianotico, l’ha dato quando, oltre all’acqua che gli aveva riempito i polmoni, ha vomitato il pasto consumato alle 13 circa e quindi, dopo quattro ore, ancora non digerito. L’ipotesi è dunque che tutto sia stato causato da una congestione digestiva.
Sul posto, oltre ai soccorritori del 118, anche i carabinieri della stazione di Silvi. Sono stati visionati i filmati delle telecamere dell’hotel che hanno ripreso tutti i tragici momenti. Si vede chiaramente il bagnino sul bordo della piscina, a pochi metri dai bambini, buttarsi in acqua e portare il piccolo sul bordo. L’incidente peraltro è avvenuto in un punto in cui l’acqua della piscina – situata fra l’albergo e la spiaggia, vicino al giardino – non è eccessivamente alta, ma probabilmente il piccolo di cinque anni non “toccava”. Il 118 ha peraltro soccorso anche la madre del piccolo che, accorsa sul posto della tragedia, ha accusato un malore ed è stata assistita dai medici.
Sul posto ieri pomeriggio è arrivato anche il medico legale Giuseppe Sciarra, che ha fatto una ricognizione sul corpicino, non rilevando alcun segno di trauma. Diventa sempre più concreta, dunque, l’ipotesi dell’annegamento. Ma sarà l’autopsia, disposta da sostituto procuratore di turno Enrica Medori, a chiarire le cause della morte del bimbo. Si svolgerà sabato mattina all’ospedale di Teramo, dove è stata portata la salma. Sull’incidente ovviamente la procura di Teramo ha aperto un fascicolo, per chiarire la dinamica dei tragici fatti accaduti: sono stati visionati i filmati delle telecamere di sicurezza dell’albergo, posta sotto sequestro la piscina e acquisiti persino campioni di cibo.
Nell’albergo di Silvi Marina sono tutti sotto shock. «E’ una tragedia, siamo molto addolorati», commenta Cristian Tobia, direttore dell’albergo, «siamo vicini alla famiglia e faremo tutto il possibile per aiutarli ad affrontare questo difficilissimo momento». Il direttore sottolinea che la piscina ha sempre un bagnino presente negli orari di apertura e che quello in servizio ieri è un volontario del Pros, particolarmente esperto in manovre rianimatorie. «Inoltre il bambino non era con il nostro baby club che non prevede assolutamente attività in acqua proprio per motivi di sicurezza», aggiunge Tobia, «In ogni caso la piscina è recintata e messa in sicurezza negli orari di chiusura. Teniamo molto alle misure di sicurezza, tanto che finora non è mai avvenuto alcun incidente».
La famiglia era arrivata sabato scorso all’hotel Abruzzo Marina, insieme ad un’altra famiglia di parenti stretti, con cui è solita trascorrere le vacanze. Sono originari di San Giovanni Bianco, paese della Val Brembana.
Il padre Riccardo è un elettricista, la madre di chiama Cristina Milesi. La famiglia, che abita nella frazione Cornalita di San Giovanni Bianco, è molto conosciuta. «Erano partiti sabato da Cornalita», racconta Monica Galizzi, la sorella di Riccardo, «e sarebbero dovuti rientrare nel fine settimana. Una tragedia assurda. Da quanto ci è stato detto, Tommaso si è sentito male e a nulla sono serviti i soccorsi del bagnino e del personale del 118. Sappiamo che su Tommaso sarà effettuata l’autopsia, per chiarire che cosa effettivamente sia successo. Noi li raggiungeremo domani mattina (oggi per chi legge, ndr). Ora pensiamo solo a loro, ai genitori e al fratello per il dolore immenso che stanno provando».
Dopo l’autopsia, con ogni probabilità, il sostituto procuratore Enrica Medori darà il nulla osta alla riconsegna della salma ai familiari e il mesto corteo potrà tornare in Val Brembana per il funerale del piccolo Tommaso.
(ha collaborato
Domenico Forcella)
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