Muore l’alpinista Enrico De Luca

3 Giugno 2014

Ha aperto decine di vie sul Gran Sasso, oggi l’ultimo saluto a Pietracamela

TERAMO. La montagna era il suo essere: forte e paziente, determinato e silenzioso. Enrico De Luca, 60 anni di cui più di 40 trascorsi ad aprire vie sul Gran Sasso, è morto ieri mattina dopo una lunga malattia. Era nato a Pietracamela «guardando il Gran Sasso» raccontano gli amici di sempre. Conosceva il “Gigante che dorme” più di ogni altro alpinista teramano: tra gli anni settanta e ottanta aveva aperto decine di vie sul Corno piccolo e sul Corno grande, poi la Est, la Nord, la Ovest sul Paretone. Nell’inverno del 1983 era sceso con gli sci dalla vetta del Corno piccolo, entrando con un record nella storia degli Appennini. E per un alpinista nato e cresciuto sugli Appennini, grande era stata la soddisfazione di essere nominato istruttore ai corsi nazionali per guida alpina. Perchè il suo amore e la sua conoscenza della montagna lo avevano portato a fare decine di salite anche sulle Alpi, tra cui quella importante sul pilone centrale del Freney e la direttissima americana al Monte Bianco. De Luca era guida alpina, maestro di alpinismo, con 100 spedizioni extra europee. Nel 1989 a lui si deve la prima discesa invernale sul Caucaso. Per anni è stato componente del Coreneve, la commissione della regione Abruzzo e capo della stazione del Soccorso Alpino. Ha firmato più di trecento interventi di soccorso sulle montagne abruzzesi perchè anche nelle condizioni più difficili «lui sapeva sempre come intervenire perchè è stato sicuramente il più grande alpinista teramano» dice Attanasio Di Felice, per anni al vertice del Soccorso Alpino e grande amico di De Luca. «Ho preso un fratello» dice non nascondendo una profonda commozione. Oggi alle 11 a Pietracamela l’ultimo saluto con una funzione civile. Enrico De Luca sarà sepolto nel piccolo cimitero del centro montano, ai piedi del suo amato Gran Sasso.(d.p.)

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