Muore per ischemia, espiantati gli organi

21 Aprile 2017

Appena venti giorni fa era stato uno dei primi a iscriversi all’elenco dei donatori in Comune

TERAMO. E’ stato uno dei primi teramani a registrarsi in Comune come donatore di organi, in occasione del rinnovo della carta d’identità, una ventina di giorni fa. E ieri Giuseppe Cicioni, 64 anni, erede della famgilia che aveva un’azienda di bevande, ha compiuto l’estremo atto d’amore.

Cicioni si è sentito male il 15, mentre era a Poggio Umbricchio. Soccorso con l’eliambulanza, gli è stata diagnosticata una vasta ischemia cerebrale ed è stato ricoverato in neurologia, ma le sue condizioni sono peggiorate. La moglie Paola ha segnalato la volontà espressa in vita dal marito e così – era in rianimazione – ieri mattina è iniziato il periodo di accertamento di morte. Accertata l’assenza di parametri vitali, la commissione medica comporta da Chiara Angeletti (rianimatore), Giuseppe Galiè (neurologo) e Maria Laura Biancone (medico legale), ha dichiarato la morte del paziente. Al momento in cui scriviamo pare sicuro l’espianto, in nottata, dei reni da parte dell’equipe dell’Aquila e molto probabile quello del fegato, eseguito sempre dalla stessa equipe ma eventualmente trapiantato al Niguarda di Milano. Cicioni lascia oltre alla moglie tre figli: Antonella, Giovanni ed Enrico.

E’ questo il primo espianto a Teramo dall’inizio dell’anno. Il Mazzini ha sempre avuto ottime percentuali, grazie anche all’impegno per sensibilizzare la popolazione sull’argomento. Non a caso il 1° maggio, durante la Maratonina Pretuziana, i medici in uno stand parleranno della donazione di organi. (a.f.)