Muore tre mesi dopo l'aggressione

14 Settembre 2010

Lite per i rumori: vicino di casa accusato di omicidio preterintenzionale

TERAMO. Il vicino di casa l'aggredisce il 20 giugno perché lui fa chiasso. Lo ricoverano in due ospedali, prima Pescara e poi Popoli. Lo operano alla testa per un ematoma. Muore tre mesi dopo quel violento colpo alla tempia: per la procura è omicidio preterintenzionale. La lite col vicino di casa si trasforma in un presunto delitto a Silvi Marina.

La vittima è Daniele Di Serafino, 43 anni, nato ad Atri ma residente in via della Marina, nel quartiere Piomba, quasi al confine con il Pescarese. Di Serafino vive in casa con la madre M.M., 80 anni, che ha bisogno d'assistenza. E' il tardo pomeriggio del 20 giugno scorso quando il figlio fa chiasso, forse ha bevuto troppo, e il vicino di casa si arrabbia, come era già successo chissà quante altre volte. Il vicino è G.P., 44 anni, originario di Città Sant'Angelo.

C'è un solo testimone che assiste alla lite: è l'anziana madre di Di Serafino, l'unica persona che ha visto tutto. Di Serafino cade a terra, con una ferita alla tempia destra. Sul posto arrivano i carabinieri della stazione di Silvi. Ma l'aggredito si rialza quasi subito, e i militari vanno via. Di Serafino, però, ha il fisico provato da tempo per una gravissima malattia, la stessa sera peggiora e viene ricoverato prima ad Atri e poi in Chirurgia all'ospedale Spirito Santo di Pescara. Ha un'emorragia nella zona temporale destra della testa e cade in coma prima che lo operino. Ma un po' alla volta si riprende nonostante che il suo fisico sia sempre più minato da quella malattia.

Da Pescara, Di Serafino viene trasferito all'ospedale di Popoli mentre, in procura a Teramo, il pubblico ministero, Davide Rosati, mette sott'inchiesta G.P. per lesioni personali gravi. E' il 22 luglio, l'aggredito sembra migliorare ancora, tanto che i medici lo trasferiscono, per la terza volta, nella clinica privata Sant'Agnese di Pineto perché ha bisogno di una terapia di riabilitazione. In clinica Di Serafino riprende a mangiare e, tre giormi fa, parla con i due fratelli.


Ma è l'ultima volta che accade: appena ventiquattr'ore dopo, infatti, muore all'improvviso, a tre mesi di distanza dalla lite con il vicino G.P. e da quella botta in testa. L'inchiesta quindi cambia rotta, la posizione di G.P. da ieri si è aggravata in omicidio preterintenzionale, il pm Rosati ha incaricato l'anatomopatologo, Giuseppe Sciarra. Ma l'autopsia, eseguita ieri pomeriggio, non ha ancora chiarito il dubbio principale: se sia stato quel colpo in testa ad uccidere dopo tre mesi Di Serafino oppure se si tratti di una morte naturale, per l'aggravarsi di una malattia che aveva già sfibrato il suo corpo.

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