Museo archeologico da riaprire: arrivano fondi per 10,5 milioni

Somma prevista nel piano regionale di ripartizione delle risorse post-sisma concordato con Legnini Assegnati anche 5,6 milioni per la messa in sicurezza dei cimiteri e altri 10 per la Cittadella della carità
TERAMO . Arrivano i fondi per la riapertura del museo archeologico. Il Comune incassa 10,5 milioni di euro tramite l’ultimo piano di ripartizione dei fondi per la ricostruzione pubblica post-sisma. La somma, che rientra tra i finanziamenti messi a disposizione dalla struttura commissariale per gli interventi di rigenerazione urbana, serviranno a riparare i danni causati dalle scosse tra fine 2016 e inizio 2017 e a garantire l’adeguamento antisismico dello storico edificio di via Delfico. Il piano di ripartizione delle risorse è stato messo a punto nel corso della riunione di ieri del tavolo istituzionale con il commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini e i rappresentanti di Comuni, Province e Regione. Oltre ai 10,5 milioni per il museo archeologico, il documento concordato assegna 5,6 milioni per la messa in sicurezza dei cimiteri. I finanziamenti vanno a sommarsi a quelli già ottenuti dal Comune per la ricostruzione e consentiranno all’ente di mettere in cantiere, una volta completate le procedure, gli interventi di ripristino del patrimonio danneggiato dal terremoto. Il piano, approvato ieri mattina, diventerà operativo con una nuova ordinanza del commissario e come evidenziato dal direttore dell’Ufficio speciale per ricostruzione Vincenzo Rivera destina all’Abruzzo il 12,76 per cento dei fondi disponibili.
In totale, sul territorio comunale, compresi gli interventi che vedono come soggetti attuatori altri enti, arriveranno dunque oltre 30 milioni di euro. Insieme al museo archeologico e alla messa in sicurezza dei cimiteri, infatti, sono stati finanziati la sede del distretto Arta di Teramo, in piazza Martiri Pennesi, per quasi 6.7 milioni, e il miglioramento sismico dell’ex ospedaletto di via Taraschi che ospiterà la “Cittadella della carità”, per il quale sono stanziati 10 milioni.
«Grazie al lavoro dei sindaci, dell’Ufficio speciale, della Regione e del commissario straordinario Legnini, con questo nuovo piano stralcio, che da tempo avevamo invocato, arriveranno ulteriori importanti risorse per le comunità del territorio abruzzese», sottolinea il primo cittadino Gianguido D’Alberto, «al loro interno oltre 30 milioni di euro, dunque, li abbiamo ottenuti per Teramo». Il sindaco tiene a evidenziare, dunque, che «si tratta di un risultato straordinario con il quale portiamo a compimento un percorso che ci ha permesso di ottenere fondi per tutto il patrimonio comunale danneggiato dal sisma, completando dopo soli quattro anni, con un lavoro eccezionale, tutta l’attività di pianificazione e programmazione della ricostruzione sul nostro territorio».
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