Musica fuori orario, il giudice annulla la multa al Manakara

Tortoreto, la sentenza potrebbe fare scuola in tutta Italia: dice infatti che le ordinanze sindacali con cui si impongono dei limiti alle attività sono di fatto abrogate dalla liberalizzazione degli orari
TORTORETO. Quello tra la discoteca Manakara e il Comune di Tortoreto è un caso giudiziario che rischia di fare scuola in tutta Italia, perché potrebbe rendere inapplicabili le ordinanze sindacali che limitano gli orari di attività, anche musicale, dei locali. A diffondere la notizia a livello nazionale, del resto, è stato proprio il sindacato Silb-Fipe, che riunisce i locali di intrattenimento, di ballo e di spettacolo e che con i suoi legali ha rappresentato il noto locale notturno tortoretano nel ricorso contro una multa ricevuta per lo sforamento dell'orario limite per la diffusione musicale imposto dal sindaco Alessandra Richi.
Il giudice di pace di Teramo Simona Bondi Ciutti, con la sentenza depositata qualche settimana fa, ha innanzitutto disposto l'annullamento della sanzione pecuniaria inflitta alla proprietà del locale. Le conseguenze implicite nella sentenza, però, potrebbero essere enormi, come spiegano con dovizia di riferimenti normativi gli stessi legali del Silb: «Accogliendo la tesi interpretativa del ricorrente, con la decisione si afferma che "l'ordinanza sindacale posta a base della sanzione irrogata è stata oggetto di implicita abrogazione dalle disposizioni relative alla liberalizzazione di cui all'art. 31 comma 1 del decreto sviluppo n. 201/2011, convertito con legge n. 214/2011; detta liberalizzazione riguarda proprio il regime degli orari delle attività commerciali, comprese le discoteche, consentendo a tali tipologie di attività di determinare liberamente gli orari di apertura e chiusura, e determina l'inapplicabilità delle ordinanze adottate dai Comuni quando vigeva la precedente normativa". La decisione qui segnalata conferma un indirizzo interpretativo della giurisprudenza inaugurato dalla nota sentenza del Tar della Lombardia di Brescia del 14 febbraio 2014 n. 186 che aveva appunto affermato che la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande è applicabile anche agli esercizi pubblici dove l'attività di somministrazione è secondaria rispetto a quella di intrattenimento musicale».
La sentenza, quindi, rischia di acuire lo scontro tra i residenti del lungomare ed i proprietari dei locali, a Tortoreto come nelle località limitrofe, dove di recente sono nati diversi comitati contro la movida molesta ed il disturbo della quiete. Tra le richieste inviate ai sindaci da parte di molti di questi comitati, infatti, c'erano proprio limiti orari più stringenti per l'attività delle discoteche a cielo aperto. La sentenza del giudice di pace potrebbe limitare al riguardo proprio il potere delle ordinanze sindacali, rendendo di fatto irricevibili le richieste dei residenti.
Luca Tomassoni
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