Nada sconfigge il Covid dopo 190 giorni

Secondo tampone negativo per la donna di Colonnella, malata dal 13 marzo: «L’incubo è finito»
COLONNELLA . «Finalmente l’incubo è finito». Il sollievo emerge ben evidente dalle parole di Nada Cava, la 49enne di Colonnella che è risultata negativa in due tamponi consecutivi e quindi si è liberata dal Covid che la tormentava dal 13 marzo.
«Questa volta», spiega la donna, «i farmaci hanno fatto effetto. Ho fatto la stessa cura di Berlusconi, però per più tempo: quattro pasticche al giorno per dodici giorni. È una cura molto forte che mi ha completamente abbattuta. Come prima cosa, oltre ad abbracciare stretti i miei figli, andrò in Germania a pregare sulla tomba di madre. Perché a causa di questo maledetto viris non ho potuto nemmeno partecipare al suo funerale».
Una storia infinita durata 190 giorni, oltre 6 mesi, di quarantena con 22 tamponi, di cui 19 con esito positivo, due ricoveri ospedalieri, 11 giorni al Mazzini di Teramo e 10 all’ospedale di Atri. Una storia surreale, forse unica in Italia, che ha visto la Cava perdere il posto di lavoro come banconista in un supermercato: il contratto a termine non le è stato rinnovato. Storia che è iniziata il 13 marzo con la sua positività al Covid. Si è susseguita una serie infinita di tamponi. Dopo i primi 13 sempre positivi era arrivato il primo negativo che aveva fatto sperare che il virus avesse abbandonato il suo corpo. Bastava un altro tampone negativo per tornare alla normalità e invece ne è seguito uno dubbio che ha congelato la speranza fino al tampone del 29 luglio con il responso positivo. Positività confermata dagli altri tamponi, fino ai due negativi dei giorni scorsi.
Ora si apre la speranza di poter tornare a lavorare visto che il vecchio datore di lavoro, che per la lunga assenza era stato costretto a licenziarla e sostituirla, aveva detto davanti alle telecamere di Mediaset che «Nada il 5 agosto doveva passare dal contratto determinato a quello indeterminato», ha detto l’imprenditore, «per la lunga assenza sono stato costretto ad assumere un’altra banconista e licenziare lei. Comunque, finita questa triste e lunga storia, vedremo di trovare una soluzione». Oltre la morte della madre Nada Cava non ha potuto partecipare al matrimonio della figlia in Tunisia.
Sandro Di Stanislao
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