Narcotizza e deruba l’amica Roseto, rinviato a giudizio

Cinquantenne accusato di aver fatto bere alla donna un liquore al sonnifero e di averle preso il bancomat per fare dei prelievi. Scoperto con la telecamera
ROSETO. Sarà un processo ad accertare la verità, almeno quella giudiziaria. L’accusa della procura è pesante: aver narcotizzato una donna con del sonnifero versato nel liquore e averla rapinata del bancomat. Per questo Nicola Ezio Pelusi, 50enne della zona, ieri mattina è stato rinviato a giudizio dal gup Giovanni de Rensis . A chiedere il processo, al termine delle indagini, è stato il pm Andrea De Feis.
Nel fascicolo non solo la denuncia della donna ma le immagini catturate da una telecamere che la stessa vittima, insospettita, aveva fatto installare nella sua abitazione a insaputa dell’uomo. Secondo la ricostruzione fatta dalla procura il cinquantenne in almeno tre occasioni si sarebbe impossessato del bancomat della donna per fare dei prelievi di 250 euro ciascuno. Prelievi che sono stati fatti in postazioni non molto distanti dall’abitazione e che sono stati immortalati dagli impianti di videosorveglianza delle varie banche.
L’uomo e la donna, entrambi cinquantenni, erano amici e si frequentevano da tempo. Spesso si incontravano nell’abitazione di lei. Lui, tutte le volte che veniva invitato, portava con sè un liquore che diceva di fare in casa con delle erbe. In realtà, secondo l’accusa della procura, quel liquore era corretto al sonnifero. A tal punto che dopo averlo bevuto (cosa che invece non avrebbe mai fatto l’uomo adducendo di volta in volta delle scuse) la donna si addormentava.
Ed è proprio quando lei si assopiva che l’uomo entrava in azione: secondo l’accusa della procura sfilava il bancomat dalla borsetta, usciva di casa con le chiavi, faceva il prelievo e poi tornava nell’abitazione per rimettere a posto la tessera magnetica. Ad insospettire la donna sarebbero stati proprio quei prelievi, che lei non ricordava di aver fatto, che coincidevano proprio con le visite dell’amico e con quei forti mal di testa con cui lsi risvegliava. A tal punto che, in un caso, la donna si sarebbe fatta refertare anche al pronto soccorso dell’ospedale. Per fugare ogni dubbio la cinquantenne aveva deciso di far installare in casa delle piccole telecamere che potessero riprendere quello che avveniva durante le visite dell’uomo. Quando aveva rivisto le immagini i suoi sospetti erano diventati realtà e così aveva presentato una denuncia contro l’amico allegando proprio le immagini catturate dalle telecamere. (d.p.)
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