Nasce lunedì la holding di Comuni per rilevare il Cirsu

20 Novembre 2015

Brucchi sostiene l’iniziativa della Provincia e intanto si gode i dati sulla Tari, che in Abruzzo diminuisce solo a Teramo

TERAMO. La Provincia chiama a raccolta i Comuni per rilevare il Cirsu. Il presidente Renzo Di Sabatino ha convocato i sindaci teramani ad incontro che si terrà lunedì e avrà un solo punto all'ordine del giorno: la creazione di una holding pubblica che prenda il controllo del consorzio per la gestione dei rifiuti di recente fallito. L'operazione consentirebbe al cartello formato dagli enti locali di acquisire gli impianti di Grasciano e garantire al territorio teramano la piena autonomia nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Il primo ad accogliere positivamente l'invito di Di Sabatino è il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi. «Va nella direzione che indico da anni», afferma, «e che consentirà di abbattere ulteriormente i costi di smaltimento e dunque la tariffa pagata dai cittadino». Il buon esito del processo che partirà lunedì, però, è tutt'altro che scontato. Gli enti, una volta costituita la holding, dovranno presentare una proposta concreta al tribunale e sperare che sia accolta per dare concretezza al progetto.

Nel frattempo Brucchi legge con soddisfazione i dati pubblicati dal "Sole 24 ore" sull'incidenza della Tari nei 104 capoluoghi italiani. Il quotidiano economico ha stilato due classifiche: una per le abitazioni e l'altra per i locali destinati ad attività produttive. Nella prima graduatoria Teramo si piazza al 35° posto con un decremento della tariffa del 3,6% nel 2015. «Siamo i migliori in Abruzzo», tiene a sottolineare il sindaco, «negli altri capoluoghi, infatti, si paga di più e le percentuali sono in rialzo». La flessione registrata in città si concretizza in una tariffa media di 269 euro, a fronte dei 288 euro di Pescara, dei 311 di Chieti e dei 323 dell'Aquila. Teramo è in controtendenza rispetto all'andamento nazionale che fa registrare un incremento del 2% dei costi a carico delle famiglie per raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il risultato è ancora più incoraggiante se si considera la classifica per le attività produttive. «Solo in dieci comuni la tariffa è in diminuzione», tiene a evidenziare Brucchi, «e tra questi ci siamo noi». Il calo della Tari in questo caso oscilla tra il 9% per i ristoranti e l'11% per parrucchieri, alimentari e uffici. Con gli altri capoluoghi non c'è partita. Brucchi fa notare gli aumenti esponenziali per le attività produttive pescaresi, fino al 95%, e i rincari significativi che, tranne qualche eccezione per alcune categorie, si registrano a L'Aquila e Chieti. «Questi dati fanno giustizia delle tante polemiche scatenate sulla Tari in città», chiarisce Brucchi, «e dimostrano che il servizio funziona e non costa così tanto».

Gennaro Della Monica

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