Nasce un tavolo per la ricostruzione

9 Febbraio 2017

Imprese e università creano un organismo per fare proposte e controllare i tempi degli interventi

TERAMO. Costituire un punto di riferimento e un interlocutore qualificato per gli enti locali e le istituzioni «chiamate a gestire il momento più difficile del territorio teramano dal dopoguerra, avanzando proposte e iniziative che rispondano ai gravi problemi sociali ed economici causati dagli eventi sismici ed aggravati dallo straordinario maltempo ».

Sono alcuni degli obiettivi del protocollo di intesa sottoscritto tra Ance, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti e università di Teramo, che hanno istituito un tavolo tecnico socio-economico, che vuole fungere da supporto agli enti locali, alle istituzioni e a sistema delle imprese, per ipotizzare soluzioni che individuano una via di uscita ad una crisi che sembra essere irreversibile.

Il protocollo è stato sottoscritto dal presidente Ance Raffaele Falone, dal rettore Luciano D’Amico, dal direttore provinciale di Confindustria Nicola Di Giovannantonio, e dai presidenti comunali di Confcommercio e Confesercenti Dario Sfoglia e Antonio Topitti. «Il tavolo è nato dalla constatazione che la ricostruzione dopo il 2009 in provincia di Teramo non è sostanzialmente decollata per responsabilità non ancora chiare, ma che hanno determinato un ulteriore indebolimento del territorio comprovato dalla fragilità delle aree interne che rischiano uno spopolamento irreversibile», si legge in una nota congiunta. Interessata all’iniziativa anche la Fondazione Tercas.

«Il tavolo tecnico», afferma Falone, «avrà anche il compito di monitorare, attraverso un osservatorio, la ricostruzione 2009 e 2016/17 che diventerà quindi un elemento centrale per la rinascita del territorio. Parallelamente sarà necessario elaborare una strategia di breve e medio periodo con l’obiettivo di formulare proposte per la ricomposizione del territorio, la riduzione del rischio di squilibrio tra aree interne ed aree costiere, la pianificazione territoriale ed urbana, nonchè il rilancio manifatturiero commerciale il cui presupposto sarà la coesione sociale e la tenuta demografica». D’Amico ha messo a disposizione «la struttura universitaria e la fitta di rete di relazioni accademiche nazionali e internazionali». I firmatari «hanno condiviso l’urgenza di una risposta immediata e corale di tutte le forze sociali, politiche ed istituzionali della provincia». Il tavolo è aperto all’adesione delle associazioni e degli ordini professionali che vorranno aderirvi. (a.f.)