Nave affondata, morto tunisino che viveva a Giulianova

GIULIANOVA. È un cittadino tunisino da tempo residente a Giulianova, dove ha moglie e figli, una delle cinque vittime della tragedia del rimorchiatore affondato al largo di Bari. Si tratta di Ahned...
GIULIANOVA. È un cittadino tunisino da tempo residente a Giulianova, dove ha moglie e figli, una delle cinque vittime della tragedia del rimorchiatore affondato al largo di Bari. Si tratta di Ahned Jelali, 63 anni, da tutti conosciuto col nome di Salem. Di origine tunisina, l’uomo è arrivato a Giulianova negli anni ’80 e nella cittadina iniziò subito a lavorare come marittimo su una lampara specializzandosi nella pesca del pesce azzurro. A Giulianova aveva conosciuto e sposato Daniela con cui aveva avuto tre figli. Conosciuto come grande lavoratore, negli anni in cui lavorava come marittimo sulla lampara si era messo sui libri fino a conseguire la patente di capitano di imbarcazioni di una certa stazza. Da un po' di tempo alternava la sua presenza tra Chebba, in Tunisia, e Ancona dove era dipendente della società armatrice del rimorchiatore affondato l’altra notte. L’incidente si è verificato nella serata di mercoledì quando la centrale operativa della guardia costiera di Roma ha ricevuto un segnale di allarme dal rimorchiatore impegnato nel rimorchio di un pontone nella tratta Ancona-Durazzo, a 53 miglia al traverso del porto di Bari, al limite tra le acque di responsabilità Sar italiane e croate. Immediatamente è stata attivata la macchina dei soccorsi m non c’è stato nulla da fare. Così il cognato Straniero Serafini ricorda Ahned: «Era una persona che teneva molto al suo lavoro ed era sempre pronto ad aiutare il prossimo. Aveva addirittura creato un’associazione per aiutare i tunisini che giungevano in Italia e avevano problemi con la lingua. Era molto legato ai suoi tre figli che vivono a Giulianova».
Alfonso Aloisi
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