Negativi gli operatori del Cas Fatta la sanificazione all’Avicoop

9 Agosto 2020

Nel centro di Civitella non entra la commissione regionale dopo lo stop del ministero dell’Interno A Controguerra via ai tamponi su 200 operai, i turisti veneti isolati a Roseto denunciati a Mestre

TERAMO. I tamponi sono negativi, ma è chiaro a tutti che altri test dovranno essere ripetuti nei prossimi giorni. Intanto, però, i risultati di questi primi esami agli 11 operatori del Cas di Civitella del Tronto fanno tirare un bel sospiro di sollievo nei giorni in cui nel Teramano si profila un nuovo allarme Covid dopo un’impennata di contagi. In particolare dopo i 9 dipendenti risultati positivi all’Avicoop di Controguerra dove ieri sono iniziati i tamponi per i duecento lavoratori.
CIVITELLA DEL TRONTO. Ieri nel Cas di Civitella, ospitato in una struttura che si trova in aperta campagna, era in programma la visita della commissione speciale sul fenomeno immigratorio della Regione presieduta dal consigliere Tony Di Gianvittorio (Lega). Ma i componenti sono rimasti fuori: così, infatti, è stato disposto dal ministero dell’Interno che ha deciso di vietare l’ingresso vista la presenza di persone in quarantena. Con Di Gianvittorio, l’assessore regionale Piero Fioretti e i consiglieri Pietro Quaresimale e Emiliano Di Matteo, il sindaco di Civitella Cristina Di Pietro. Di Gianvittorio ha chiesto più controlli da parte delle forze dell’ordine. «La struttura di Civitella risulta essere attualmente in piena sicurezza sanitaria, all'interno del Cas sono autorizzati ad accedere solo gli operatori sanitari che svolgono le proprie funzioni adottando tutte le precauzioni necessarie», ha detto, «nonostante ciò dal sopralluogo è emersa una carenza a livello di sicurezza e quindi data la complessità e la vastità dell'area di pertinenza del Cas ho già inoltrato al prefetto la richiesta per un ulteriore presidio di polizia h 24 da collocare all'interno della struttura per monitorare ogni eventuale fuga di persone risultate positive e quindi per scongiurare qualsiasi possibilità di contagio per l'intera popolazione». E la sindaca, dopo i risultati dei test agli operatori del Cas, è tornata a dire: «La situazione sanitaria è sotto controllo e Civitella , lo ripeto, è un luogo assolutamente sicuro dove poter trascorrere le vostre vacanze».
CONTROGUERRA. Ieri sono iniziati i tamponi ai duecento dipendenti dello stabilimento Avicoop di Controguerra, della filiera Amadori, dove nove sono risultati positivi . Lo stabilimento da venerdì è chiuso e ieri si sono svolte nuove operazione di sanificazione dopo quelle già fatte in precedenza. Resterà chiuso fino a quando non arriveranno i risultati dei nuovi tamponi. L’allarme è scattato qualche giorno fa quando dopo aver rilevato la positività al Covid di una dipendente residente a Martinsicuro la Asl ha immediatamente sottoposto a tampone gli altri 47 dipendenti che fanno parte dello stesso turno di lavoro della donna di cui sono risultati positivi anche tre familiari. Franco Carletta, sindaco di Controguerra in cui vivono due dei nove dipendenti contagiati, ieri mattina è stato nello stabilimento insieme ai vertici dell’azienda ed è in costante contatto con l’azienda sanitaria. «È necessario che la gente continui a rispettare tutte le norme previste», dice, «dall’uso della mascherina al distanziamento sociale. Seguiamo l’evoluzione della vicenda e ci auguriamo che non ci siano altri casi. Per ora aspettiamo i risultati dei test fatti agli altri dipendenti».
ROSETO. I due turisti di Mestre arrivati a Roseto e risultati positivi sono in isolamento nella Rsa di Giulianova. Entrambi sono operatori sanitari nel Veneto e per l’uomo si profilano risvolti di carattere penale. I due, proprio per il tipo di lavoro, periodicamente vengono sottoposti a tampone che da poco era stato fatto all’uomo. Quest’ultimo ha deciso di andare in vacanza prima di avere il risultato che è arrivato mentre si trovava con la moglie in albergo a Roseto dove si erano fermati prima di proseguire per la Campania. La Asl veneta lo ha denunciato ai locali carabinieri che hanno rimesso un primo rapporto all’autorità giudiziaria.
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