Negato il premio di risultato: è sciopero alla Italprefabbricati

I sindacati: «L’azienda registra continui margini di crescita ma non c’è riconoscimento ai lavoratori» Chiusura della Johnson, una delegazione dei 60 operai protesta alla Fiera della sicurezza di Rho
ATRI. Otto ore di sciopero oggi per i 111 lavoratori della Italprefabbricati di Atri, azienda che produce manufatti cementizi e materiali da costruzione. La decisione, comunicata ieri ai vertici dell'impresa dai rappresentanti di sindacali di categoria di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, è stata assunta dopo lo svolgimento di due recenti assemblee dei lavoratori relative alla rottura delle trattative per l'accordo integrativo di gruppo. L'azienda, infatti, ha negato l'accordo e il riconoscimento ai dipendenti del premio di risultato a decorrere dal 2023. I sindacati nei giorni scorsi avevano comunicato l'interruzione delle relazioni sindacali con il gruppo Rdb - Italprefabbricati nei tre stabilimenti di Casoli di Atri, Bellona (Caserta) e Alseno (Piacenza) e lo stato di agitazione. Questo perché la direzione aziendale «si era impegnata a sottoscrivere entro il mese di agosto l’intesa che avrebbe completato un lungo e delicato percorso, volto sia a definire le relazioni industriali con le Rsu del gruppo, sia a riconoscere il contributo dei lavoratori ai risultati aziendali sottoscrivendo la parte dell’intesa relativa al premio di risultato. Quando si era costruito un impianto che vedeva la sostanziale disponibilità delle parti e la trattativa era in una fase molto avanzata, l’azienda incomprensibilmente ha negato le condizioni per riconoscere un risultato economico relativo al 2023», spiegano i sindacati, «tale riconoscimento avrebbe consentito il parziale recupero della perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni, considerando che l’azienda dal 2020 registra continui margini di crescita. Siamo costretti a mobilitarci per affermare il riconoscimento ai lavoratori del loro contributo ai successi aziendali, consentendo un avanzamento delle relazioni sindacali e migliorare le condizioni di lavoro e di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori».
Se ad Atri si sciopera, a Corropoli, per ragioni diverse, si è già drammaticamente oltre. Qui infatti la Johnson Controls ha annunciato nei giorni scorsi la chiusura dello stabilimento produttivo e il licenziamento di 60 lavoratori. La multinazionale manterrà in Vibrata solo il centro di ricerca e innovazione. Un vero terremoto per gli operai, che ieri hanno fatto sentire la loro voce anche a Milano: una delegazione infatti ha esposto striscioni di protesta davanti ai cancelli della Fiera della sicurezza di Rho dove l'azienda è presente con un suo stand. Oggi intanto a Pescara si discuterà, su indicazione dell'assessore Quaresimale, il passaggio della vertenza Johnson dal tavolo regionale a quello nazionale del Mise.
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