Negozi e artigianato per far ripartire i paesi dell’entroterra

21 Marzo 2017

Se ne parla in un convegno organizzato da Ap a Montorio I commercianti: «Se non c’è un futuro non investe nessuno»

MONTORIO. Ripartire dall'entroterra per rilanciare settori trainanti dell'economia locale, come il commercio e l'artigianato, i centri storici e combattere lo spopolamento. Sono questi i temi del convegno “Commercio e artigianato come ripartire” organizzato dall'Associazione commercianti montoriesi Ami che si svolgerà domani alle 19 nel cineteatro di Montorio al Vomano e che è stato presentato ieri mattina nella sede di Alternativa popolare, ex Ncd a Teramo. All'incontro parteciperanno il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli, il sindaco di Montorio Gianni Di Centa, il presidente della Camera di Commercio Gloriano Lanciotti, il presidente della Intercredit - Confidi Gianfranco Mancini, il presidente della Federalberghi Giammarco Giovannelli e il presidente dell'associazione promotrice Maurizio De Angelis. Modera il consigliere regionale Giorgio D'Ignazio.

Il convegno sarà un'occasione di confronto per trovare soluzioni e risposte per un territorio martoriato da neve e sisma che viene abbandonato sempre di più e dove chi resta non vuole arrendersi. E i commercianti di Montorio, uno dei comuni più colpiti dagli eventi calamitosi, con parte del centro storico zona rossa, un decimo della popolazione sfollata e tanti negozi chiusi, vogliono far sentire la loro voce. «Il paese è finito e il commercio è al collasso», dice De Angelis. «La crisi e il sisma del 2009 ci avevano penalizzato, ma nell'ultimo anno stiamo toccando il fondo. Chiediamo, perciò, che nel decreto sisma siano previsti dei progetti per i giovani e soprattutto dei finanziamenti a fondo perduto per le attività economiche. I mutui a tasso zero non risolvono il problema e nessuno investirebbe in una terra ferita e dal futuro incerto». E i centri storici continuano a morire. «Molte attività hanno delocalizzato», aggiunge, «e bisogna fare subito qualcosa. È assurdo che non esiste un piano di ricostruzione commerciale post-sisma». Una ripartenza chiesta da tutti. «Ci sono il decreto sisma e la possibilità di fare grandi investimenti sul territorio», dice D'Ignazio. «È importante caratterizzare i nostri borghi e dare rilievo alle specificità». E al convegno seguiranno altri incontri. «Come classe dirigente teramana siamo chiamati a una sfida unica ed epocale: quella di saper rispondere agli eventi tragici, di ricostruire e di saper utilizzare tutte le risorse che ci arrivano», afferma il deputato teramano di Ap Paolo Tancredi, «e questa è una partita fondamentale per dare una svolta altrimenti sarà il fallimento. Abbiamo una buona area cratere e siamo l'unica regione che ha avuto l'allargamento. Continueremo la dura battaglia per far rientrare i Comuni di Basciano, Penna Sant'Andrea, Cermignano e Cellino Attanasio. Il decreto sisma è un punto di partenza ma c'è ancora tanto da lavorare».

Adele Di Feliciantonio

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