Nel 2002 il primo allarme inquinamento
Come ricorda lo stesso Osservatorio indipendente delle associazioni ambientaliste, la vicenda della messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso va avanti da più di 20 anni. A far scoppiare il...
Come ricorda lo stesso Osservatorio indipendente delle associazioni ambientaliste, la vicenda della messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso va avanti da più di 20 anni. A far scoppiare il caso sull’inquinamento delle falde fu lo sversamento di trimetilbenzene, accertato nel 2002 durante l’esperimento Borexino nei laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Quindi i primi allarmi delle associazioni «sulle pericolose interferenze delle gallerie autostradali e dei laboratori sotterranei sull’acquifero che fornisce acqua a tre province e arriva nelle case di oltre 700mila cittadini», scrive l’Osservatorio, «da allora si sono susseguiti allarmi, incidenti, sequestri, processi, commissariamenti senza che il problema fosse risolto». Il processo per inquinamento ambientale, che vede imputati i vertici dell’Infn, di Strada dei Parchi e Ruzzo, deve ancora entrare nel vivo: dopo i rinvii, è attesa per settembre la prima vera udienza con il via all’audizione dei militari del Noe. (l.t.)

