Nel letto del Vezzola cresce un bosco

4 Novembre 2018

Il tratto del torrente che attraversa la città rischia di esondare in caso di piena. Nessun taglio degli alberi è in previsione

TERAMO. È cresciuto un vero e proprio bosco sul letto del Vezzola, nel tratto che attraversa Teramo ed è sovrastato dai tre ponti sui quali scorre il grosso del traffico cittadino. Gli alberi tra cui si fa strada il corso del torrente sono così alti che, guardando dal centrale ponte San Francesco verso gli altri due, non si riesce a scorgere neanche un piccolo pezzo di ponte San Ferdinando e s’intravede una minima parte di ponte San Gabriele. Ma non è certo quello della visuale il nocciolo del problema. Il punto è che, se dovesse arrivare una forte piena del Vezzola, i tronchi che verrebbero sradicati dal letto, con rami e vegetazione al seguito, ostacolerebbero il deflusso dell’acqua, favorendo il rischio di esondazione, e trasportati dalla corrente costituirebbero una seria minaccia per i ponticelli in legno del parco fluviale. Peraltro nel tratto cittadino del Vezzola c’è il micronido comunale, che sorge a pochi metri dal torrente.
È vero che normalmente il Vezzola (negli anni depauperato dalle captazioni a monte della città) è poco più di un rigagnolo. Ma, quando si gonfia in occasione di piogge eccezionali, può far male. È accaduto nella primavera del 2009, quando la piena del torrente causò danni seri al parco fluviale. Dopo quell’evento il Genio civile, l’ente competente sulla manutenzione dei corsi d’acqua, pianificò interventi di ripulitura dell’alveo nel tratto cittadino, che sono stati effettuati tra il 2011 e il 2012 e all’epoca suscitarono la reazione fortemente critica del Wwf. Gli ambientalisti sostennero che ripulire e rendere rettilineo un alveo fluviale serve solo ad aumentare la velocità dell’acqua e a spostare più avanti l’eventuale esondazione. In ogni caso, correnti di pensiero a parte, al momento il Genio civile non risulta avere in programma la ripulitura del Vezzola.(d.v.)
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