Nel pc di Simone ricerche sul fiume Chienti

7 Dicembre 2017

La pittrice morta: per gli inquirenti il figlio avrebbe cercato notizie sul luogo dove è stato trovato il corpo

GIULIANOVA. La Procura dissequestra la macchina di Giuseppe e Simone Santoleri, l’ex marito e il figlio di Renata Rapposelli, la 64enne pittrice chietina uccisa e ritrovata in una scarpata di Tolentino. Il provvedimento è stato notificato ieri ai legali dei due dopo che i carabinieri hanno prelevato dalla vettura un pezzo del parafango che dovrà essere comparato con quello che nei giorni scorsi è stato ritrovato proprio nella scarpata di Tolentino. La vettura, nelle scorse settimane, è stata più volte ispezionata dai carabinieri del Ris che hanno prelevato tracce di terriccio e vegetazione per compararle con quelle di Tolentino. E intanto proseguono gli accertamenti disposti dal pm di Ancona Andrea Laurino su telefonini e computer sequestrati a padre e figlio, entrambi indagati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere. In particolare gli investigatori sembrano concentrarsi su uno dei pc in uso a Simone su cui, in passato, sarebbe stata digitata la parola Chienti, che è il nome del fiume che scorre proprio sotto la scarpata su cui è stato abbandonato il corpo. Nei prossimi giorni, intanto, i vigili del fuoco di Macerata dovrebbero avviare le operazioni per il disboscamento della scarpata in cerca della borsa e del telefono cellulare di Renata. L’ex marito e figlio continuano a ripetere che quel 9 ottobre Giuseppe ha accompagnato Renata fino a Loreto e qui l’ha lasciata intorno alle 14. Ma ormai appare chiaro che gli inquirenti siano convinti che quel viaggio in auto verso Loreto non ci sia mai stato. A insinuare dubbi sulla ricostruzione di padre e figlio ci sono le dichiarazioni di una farmacista di Tortoreto: la donna ha raccontato che quel 9 ottobre Renata intorno alle 16.30 è entrata nella sua attività per chiedere un calmante.(d.p.)
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