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Nel teramano piovono chicchi enormi: vetri di auto sfondati e danni a campi e aziende

22 Luglio 2026

Violenta grandinata si abbatte sulla provincia, paura lungo le strade.

La Cisl: «La Regione dichiari subito lo stato di calamità naturale»

TERAMO

Auto distrutte, incidenti, tetti di aziende sfondati, danni ingenti alle coltivazioni: è questo il bilancio della violenta grandinata che si è abbattuta ieri pomeriggio su gran parte del Teramano, colpendo sia le aree interne che la zona costiera. Il maltempo è arrivato all’improvviso poco prima delle 19, con un intenso temporale accompagnato da chicchi di grandine grandi come palline da tennis.

Le zone maggiormente colpite sono state Bellante, San Nicolò a Tordino, Sant’Atto, Villa Zaccheo di Castellalto, Sant’Onofrio di Campli, Morro d’Oro e alcune aree della Vibrata. Non è stata risparmiata neppure la costa, in particolare la grandine ha colpito Pineto e Roseto con il fenomeno che si è riversato anche su ombrelloni, sdraio e chalet.

I danni sono stati enormi ovunque: moltissime le auto danneggiate dalla violenza della grandine, con parabrezza e lunotti infranti e carrozzerie pesantemente ammaccate. Tantissimi automobilisti sono stati sorpresi alla guida dalla pioggia di chicchi di grandine, con diversi tamponamenti che hanno creato il caos sulle strade. In particolare lungo la Teramo-mare e la statale 80, nella zona di San Nicolò. Il maltempo ha messo in ginocchio in particolare la zona industriale di Villa Zaccheo: nei parcheggi delle fabbriche le auto degli operai sono state massacrate dalla grandine e danni importanti si sono avuti in molti capannoni e ad impianti fotovoltaici. Alla Trix plastica di Villa Zaccheo il tetto dell’azienda è stato sfondato dalla violenza della grandine che ha provocato l’allagamento del magazzino con ingenti danni alla merce, in grande parte distrutta. In ginocchio anche campi e coltivazioni, con raccolti andati persi. A Bellante i vigili del fuoco, che hanno ricevuto decine e decine di chiamate in pochi minuti, sono intervenuti anche in un’abitazione dove il tetto è stato sfondato. Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto chiede a cittadini ed aziende di documentare i danni della grandinata in vista di possibili richieste di risarcimento. «Riteniamo che lo Stato debba farsi carico di questa situazione: monitoreremo tutti gli sviluppi del caso», ha detto D’Alberto.

E dalla Fim Cisl arriva l’appello alle istituzioni affinché si dichiari subito lo stato di calamità naturale: «Lavoratrici e i lavoratori del secondo turno 14-22 hanno ritrovato l’amara sorpresa: macchine distrutte dalla grandinata. La Valle del tubo è sempre stata abbandonata. Non ci sono parcheggi adeguati, non ci sono parcheggi coperti. L’abbiamo denunciato parecchie volte», dicono Fim Cisl e Rsu, «Chiediamo a gran voce l’intervento della Regione. Proclami subito lo stato di calamità naturale e si faccia carico del risarcimento di tutti gli operai e le operaie. A questo si devono aggiungere anche gli imprenditori della Valle del tubo. Chiediamo che intervengano tutti».

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