Calcio

Buscè: «Serve pazienza con i ragazzi, aspettiamo tempi migliori»

17 Settembre 2026

L’allenatore del Pescara fa mea culpa dopo il pareggio con il Gubbio: «Sono il responsabile di quanto visto nel primo tempo, ma alla fine meritavamo di vincere. Lavoriamo per costruire un futuro migliore»

PESCARA. “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”, citando Mao Zedong che considerava il caos un momento di rottura dai vecchi schemi e dal passato. La stessa volontà di gettarsi tutto alle spalle che è passata per la mente a molti tifosi del Pescara al termine del primo tempo. Quarantacinque minuti di quel black-out che di solito accompagna le trasferte dei biancazzurri. Nemmeno il gol del pareggio di Parigi, il primo in biancazzurro, e il forcing finale hanno evitato i fischi alla squadra e i cori della curva nord contro il presidente Sebastiani.

L’umore attorno alla squadra non è dei migliori ma mister Antonio Buscè ha cercato di evidenziare ogni aspetto positivo: «Il responsabile di quanto visto nel primo tempo sono io. Ho schierato una formazione che poi ho dovuto cambiare in corso d’opera. Bisogna stare tranquilli e sereni, i giocatori devono avere la mente sgombera e pensare a lavorare».

Avete iniziato la partita a fari spenti: «Mah, all’inizio abbiamo avuto anche due palle gol nitide. Ho registrato una transizione del Gubbio da cui è nato il gol del loro vantaggio. Poi se in quella fase c’è stato qualche passaggio a vuoto dei miei giocatori può essere anche fisiologico in un momento in cui devi riorganizzarti e ricompattarti. È un momento no, ma se iniziamo a flagellarci diventa davvero difficile».

Cosa frena la sua squadra? «La mia squadra finora non ha mai sofferto l’avversario, non ha mai subito in queste cinque partite, credo che noi stiamo subendo noi stessi. Qualche errore di troppo, la paura, la tensione che ti porta a sbagliare. Si fa fatica a fare gol e stasera (ieri sera, ndc) è mancato anche un pizzico di fortuna sotto porta».

Il risultato rispecchia l’andamento della partita? «Non credo. Ho visto i dati alla fine della gara e per il numero dei tiri e per le occasioni create, avremmo dovuto vincerla con tre gol di scarto. Soprattutto per quello che si è visto nel secondo tempo».

Tanto gioco ma la vittoria non arriva: «posso solo stringere la mano ai miei calciatori. Sono parecchi anni che vivo nel mondo del calcio e faccio fatica a ricordare una situazione simile. È una squadra nuova che ha cambiato tanto. Occorre pazienza, mi prendo tutte le colpe io e cerco di isolare i ragazzi da ogni pressione. Con qualche punto in più ragionerei in maniera diversa ma non possiamo fare altro che lavorare e aspettare tempi migliori».

Domenico Di Carlo, il tecnico del Gubbio, è parecchio soddisfatto per la gara dei suoi ragazzi: «Nel primo tempo siamo stati ordinati e per un soffio non abbiamo chiuso sul 2-0. Poi nella ripresa i cambi del Pescara hanno fatto la differenza. Noi avevamo molti giovani in campo e più di quello non potevamo fare».