Nelle scuole 450 ragazzi ucraini «L’accoglienza ha funzionato»

Il gruppo più consistente è sulla costa, all’istituto Fermi di Alba Adriatica sono arrivati 66 studenti Nardocci (Ufficio scolastico): «Strutture in grado di reggere, a settembre l’inserimento nelle classi»
TERAMO. Sono circa 450 gli studenti ucraini accolti nelle scuole della provincia di Teramo. Un dato che, facendo riferimento alle iscrizioni al termine dell’anno scolastico appena concluso per la composizione delle nuove classi, potrebbe contare anche qualche studente in più.
«Il numero più cospicuo si trova negli istituti comprensivi della costa. La maggior parte degli alunni è compresa nella fascia d’età della scuola dell'obbligo», spiega Massimiliano Nardocci, dirigente dell’Usr, «le scuole sono perfettamente in grado di accoglierli – ed è un’accoglienza che attuiamo ben volentieri. Da settembre questi ragazzi saranno inseriti nelle classi normalmente».
Per favorirne l'inclusione, dal ministero sono state diramate numerose note e indicazioni che richiamano le linee guida per l’accoglienza dei minori e degli studenti stranieri, integrandole con le specifiche necessità della situazione ucraina. «Come Ufficio scolastico regionale», aggiunge Nardocci, «abbiamo tenuto dei gruppi di lavoro con le scuole per veicolare informazioni utili e dare supporto agli istituti che si sono occupati dell’accoglienza vera e propria degli studenti. Inoltre, collaboriamo attivamente con la Protezione civile. Attualmente l'inserimento è avvenuto in maniera positiva». Tra le scuole della costa che hanno accolto numerosi studenti provenienti dall’Ucraina c’è anche l'istituto comprensivo Fermi di Alba Adriatica. «Sono in totale 66 gli alunni ucraini accolti nel nostro istituto, un numero consistente. Nell’accoglienza iniziale, la lingua è stata il primo scoglio da superare, anche per la compilazione delle domande di iscrizione», dice la dirigente Laura D’Ambrosio, «il personale della segreteria ha coadiuvato il lavoro nella stesura dei documenti. Poi la scuola si è attivata redigendo un protocollo di accoglienza e organizzando corsi di alfabetizzazione di italiano, con il coinvolgimento dell'organico Covid». La preside spiega che con il passare delle settimane sono cresciute le richieste di iscrizione, fino a raggiungere il numero attuale alla chiusura dell’anno scolastico. Molte famiglie, infatti, sono ospitate proprio nelle strutture alberghiere della costa. «Gli studenti hanno frequentato regolarmente, seguendo la maggior parte delle attività didattiche insieme al loro gruppo classe. Durante le lezioni di italiano, hanno partecipato a laboratori di lingua, suddivisi in gruppi omogenei per fasce di livello», dice D’Ambrosio, «Inoltre, la presenza di una comunità ucraina preesistente, proprio nel territorio di Alba Adriatica, ha aiutato nel processo di inserimento dei nuovi alunni perché hanno avuto modo di interagire con gli studenti ucraini già iscritti nella nostra scuola». A livello territoriale non sono mancate collaborazioni per la raccolta di indumenti, giocattoli e beni di prima necessità. «La comunità ci ha aiutato molto per superare la barriera linguistica, anche grazie alla collaborazione di una signora che si è resa disponibile come mediatrice nelle comunicazioni. Alcuni studenti, infatti, parlano russo, altri ucraino, molti inglese. In questi casi, è stata utilizzata come principale lingua veicolare. A volte si è dovuto far ricorso anche a strumenti digitali, come Google translate», conclude D’Ambrosio, «abbiamo cercato di accogliere nel miglior modo possibile gli studenti finora inclusi nelle classi, che con molta probabilità frequenteranno il nostro istituto anche nel prossimo anno scolastico. Per il grande lavoro svolto, oltre che al personale amministrativo e Ata, un ringraziamento va anche ai docenti che si sono adoperati tutti per accogliere questi ragazzi».
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