Nereto, archiviata l’inchiesta sull’incarico alla Lucantoni

18 Aprile 2018

Le indagini erano scattate dopo l’esposto presentato dal gruppo di opposizione Direzione Futuro È stata usata una graduatoria del Comune di Bellante per dare il posto all’ex assessore di Teramo

NERETO. Si chiude con un’archiviazione l’inchiesta aperta sull’assunzione come funzionario contabile al Comune di Nereto dell’ex assessore comunale di Teramo Francesca Lucantoni. Il gip Domenico Canosa ha accolto la richiesta d’archiviazione fatta dal pm Luca Sciarretta, titolare dell’inchiesta che, prima di chiedere l’archiviazione, aveva disposto anche una proroga delle indagini.
Nell’esposto di fine 2016 ,inviato alla Procura e da cui era scattata l’inchiesta, Direzione Futuro, gruppo di opposizione che prima sedeva fra i banchi della maggioranza e dell’esecutivo, aveva paventato la presunta irregolarità per l’assunzione della funzionaria. Al centro delle indagini l’esistenza di una graduatoria del Comune di Nereto, alla quale – secondo l’opposizione – l’amministrazione civica avrebbe potuto attingere per coprire il posto vacante di funzionario. Invece l’ente, secondo l’esposto, avrebbe attinto dalla graduatoria (risalente al 2010) del Comune di Bellante nella quale figurava la funzionaria come primo nome utile. Secondo Direzione Futuro la frase contenuta nella determina comunale di Nereto in cui era scritto «visto che la graduatoria di Bellante risulta essere l’unica valida in provincia di Teramo», non sarebbe stata corrispondente al vero «perché quella di Nereto è valida, è dello stesso anno e per lo stesso ruolo».
Una vicenda, culminata con l’esposto, maturata nell’ambito di uno scontro politico in atto da tempo fra Direzione Futuro e Pd. In questo contesto venivano accesi i riflettori anche sulla costituzione di due aree amministrative nell’ente: una finanziaria ed una tributi in sostituzione dell’unico settore esistente prima. Secondo Direzione Futuro, per procedere all’utilizzo della graduatoria di Bellante era necessaria una convenzione tra i Comuni di Bellante e di Nereto, convenzione che sarebbe dovuta comunque intervenire prima del suo utilizzo.
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