Nereto, il Comune paga 302mila euro a cinque ex Lsu

Chiusa la causa con i lavoratori mandati via nel 2008 I 5 Stelle: «Invieremo le carte alla Corte dei conti»
NERETO. Il Comune di Nereto chiude la causa dei cinque ex Lsu ai quali dovrà pagare stipendi e spese per circa 302mila euro. Il Movimento 5 Stelle cittadino parla di «salasso per le casse comunali», riferendosi alla causa di lavoro degli ex lavoratori socialmente utili «i quali avevano svolto attività lavorativa, per numerosi anni, con contratto co.co.co., per poi essere, illegittimamente, mandati a casa a metà del 2008».
La giunta comunale guidata dal sindaco Giuliano Di Flavio (che la situazione l’ha ereditata) ha approvato il verbale di conciliazione con cui ha riconosciuto a ciascuno degli ex cinque dipendenti cifre che vanno da un minimo di 44mila euro fino ad un massimo di 75mila, più spese processuali per 8.880 euro, al lordo delle ritenute. «Il Comune dovrà pagare, a nostro parere, anche i contributi previdenziali ed assistenziali all’Inps sulle retribuzioni che dovrà liquidare a ciascuno degli ex dipendenti, per la parte a carico del datore di lavoro, che sono espressamente previsti per legge», prosegue il movimento pentastellato, «la gravità della situazione si appalesa in tutta l’incapacità degli amministratori che si sono succeduti nel tempo a governare il nostro Comune e che hanno nel corso degli ultimi 15 anni peggiorato i conti comunali. Ovviamente chiederemo tutti gli atti relativi a tale contenzioso per sottoporli all’attenzione della Procura della Corte dei conti affinchè verifichi le responsabilità sia degli amministratori che dei funzionari che hanno violato il più elementare principio di una corretta attività amministrativa, e da subito la relazione del legale di fiducia del Comune».
In appello, venne parzialmente riformata la sentenza con la quale il giudice del lavoro di Teramo aveva riconosciuto agli ex Lsu il lavoro subordinato. In appello il Comune aveva infatti ottenuto che agli ex lavoratori non venisse riconosciuto un profilo economico superiore (B7) rispetto a quello con cui hanno prestato servizio (B1). Per cui, pur dovendo il Comune pagare arretrati salariali per gli anni di lavoro svolti, non dovrà però riconoscere agli ex lavoratori socialmente utili un profilo professionale maggiore.
Alex De Palo
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