Nereto, il prete fa il dj sul terrazzo della chiesa

18 Marzo 2020

E a Colonnella il parroco gira per le strade deserte con l’ostensorio dell’ostia consacrata 

NERETO. La melodia della musica pop italiana degli anni Settanta e Ottanta, quella folk abruzzese e per chiudere l’inno di Mameli. Il parroco di Nereto, don Roberto Camerucci, ha voluto usare il linguaggio universale della musica per veicolare il messaggio d’amore, di preghiera e di speranza che si esca presto dall’incubo della pandemia facendo giungere ai parrocchiani la sua vicinanza e quella della chiesa locale, «perché insieme ce la faremo», ha detto il giovane sacerdote. «Voi restate a casa, sarò io a raggiungervi con la musica per condividere insieme un momento di serenità e unità». Don Roberto ha allestito sulla terrazza della chiesa del Suffragio, che si affaccia su piazza Cavour a Nereto, una sorta di dj set. Mixer, amplificazione ed una playlist di brani suonati a tutto volume dopo il rintocco delle campane che hanno anticipato il “concertino”. I brani non sono stati scelti a caso. Ha aperto Tanto pè canta (Nino Manfredi), Io voglio vivere (I Nomadi), Azzurro (Celentano), Su di noi (Pupo), Sarà perché ti amo (Ricchi e Poveri), Felicità (Albano e Romina), Meraviglioso (Negramaro), Vola Vola Vola e O Campagnola Bella (della trazione folk abruzzese) e, infine, l’Inno di Mameli. In tanti si sono affacciati dai balconi per ascoltare il concerto e cantare, c’è chi è sceso in piazza per muovere due passi al ritmo di musica. Il dj set era stato preparato su Facebook dove don Roberto aveva preannunciato, lunedì, che si sarebbero ritrovati tutti a cantare almeno il ritornello dei brani. Così è stato, vista l’eco social durante e dopo il concerto dalla terrazza della chiesa del Suffragio. L’esperienza potrebbe ripetersi e don Roberto ha in serbo altre iniziative oltre a questa che comunicherà successivamente.
Singolare iniziativa anche da parte del parroco di Colonnella, don Dino Straccia. Il sacerdote ha percorso le vie deserte del centro cittadino portando l’ostensorio con l’ostia consacrata per portare la sua benedizione alle famiglie che si sono unite in comunione spirituale con il sacerdote ed in preghiera collettiva a distanza. «Ho telefonato a don Dino», dice il sindaco Leandro Pollastrelli, «per ringraziarlo di questo gesto di grande vicinanza a tutti noi».
Alex De Palo
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