la violenza a scuola

Nereto. Prof aggredito, la famiglia di uno studente: «Scusateci»

2 Giugno 2026

I genitori scrivono una lettera all’istituto: «Siamo mortificati per quanto è accaduto»

NERETO

Arriva la lettera di scuse dai familiari di uno studente: «Professore ci dispiace». Ma queste non cancellano la gravità dell’aggressione commessa dai quattro studenti minorenni del Peano-Rosa che hanno spintonato e ferito il loro professore di diritto. Un gesto comunque sentito che potrebbe rappresentare il primo tentativo di ricucire il rapporto con il docente, rimasto ferito dopo essere stato spintonato dagli alunni. Sul fronte disciplinare, resta aperta la possibilità di una sospensione per i ragazzi. Il consiglio d’istituto sarà chiamato in settimana infatti a prendere una decisione sul caso, dopo l’indagine interna aperta dalla scuola. Quanto all’insegnante, che ha denunciato i quattro alunni, resta difficile un suo rientro in classe per la conclusione dell’anno scolastico. Intanto ha incassato una lettera di scuse da parte di una delle famiglie degli alunni coinvolti. «In merito a quanto accaduto a scuola, desideriamo esprimerle le nostre più sincere scuse per l’episodio che l’ha coinvolta e per le conseguenze fisiche che ne sono derivate», si legge nella missiva inviata all’istituto e indirizzata al docente, «Siamo profondamente mortificati per quanto successo e, al di là delle dinamiche che verranno chiarite nelle sedi opportune, riteniamo importante trasmetterle il nostro rammarico e la nostra vicinanza». E infine augurano «una pronta guarigione» all’insegnante.

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Il professore di diritto si è detto pronto, proprio sulle pagine del Centro, a perdonare gli studenti e a ritirare la denuncia «se capiranno ciò che hanno fatto». Ma al momento non sono arrivati ulteriori segnali in tal senso. La preside del Peano-Rosa Margherita Trua torna invece a condannare il gesto. «La famiglia ha espresso vicinanza al professore dicendo che è dispiaciuta per l’accaduto», evidenzia, «Le scuse sono state accolte, ma da sole non bastano. Non stiamo parlando di un incidente, ma di un episodio molto grave, e ai ragazzi va mandato un segnale. Non si tratta di un gioco finito male, ma di qualcosa di più grave». E sulla possibile sospensione dice: «È tutto rapportato anche alla gravità del gesto. Sarà il consiglio a decidere», spiega la preside, «Il consiglio è convocato per i prossimi giorni e lì sarà poi presa una decisione anche sulla base dei pregressi». La dirigente scolastica vuole però sottolineare come l’istituto sia in realtà «un’isola felice», al contrario della situazione dipinta sul web, ma anche dallo stesso professore. «Per fortuna per la nostra realtà episodi del genere sono rari», sottolinea la preside, «siamo quasi un’isola felice, non abbiamo la fama di essere una realtà difficile». Questo chiaramente va in contrasto con quanto raccontato dal docente, che aveva parlato di «ambiente molto difficile dal punto di vista degli studenti», dove «si erano già verificati episodi negativi, non gravi come questo ma comunque a nostro avviso negativi». Il tutto nonostante i progetti e gli sforzi dell’istituto per trasmettere i giusti valori educativi e sociali.

A scatenare la rabbia degli studenti era stata una frase del docente, il quale aveva evidenziato che chi aveva gravi insufficienze difficilmente avrebbe potuto recuperare con uno sprint a pochi giorni dal termine dell’anno scolastico. Al cambio dell’ora al professore è stato impedito di uscire dalla classe dai quattro studenti che hanno cominciato a spintonarlo. Finendo contro il muro il professore è stato costretto a ricorrere alle cure ospedaliere e, coperto dalla delusione, ha deciso di sporgere denuncia contro i suoi quattro alunni il cui destino, ora, è in mano al consiglio scolastico. Nei giorni scorsi si è scatenato sul web il dibattito sull’episodio. In molti hanno chiesto al Comune di intervenire per ristabilire la sicurezza interna dell’istituto. Immediata è arrivata poi la risposta del sindaco di Nereto Daniele Laurenzi, che ha sottolineato come «il sindaco non è il dirigente scolastico», e che «il Comune non ha alcuna competenza gerarchica» dato che la scuola dipende dal ministero dell’Istruzione e la gestione dell’edificio è a carico della Provincia. Il primo cittadino si è poi scagliato contro «le ricostruzioni distorte» che hanno dipinto il territorio comunale «come il bronx». La vicinanza all’istituto e al docente è arrivata poi anche dalle forze politiche provinciali. A intervenire è stata la consigliera provinciale delegata alla scuola Gabriella Recchiuti. Ha sottolineato che l’episodio non è «un problema di quell’istituto e meno che mai del Comune». E infine ha fatto sapere che sarà sua premura «incontrare la dirigente scolastica e, se lo vorranno, il consiglio d’istituto» per offrire un supporto come istituzioni.

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