Nereto, si incatenano ai cipressi per salvarli dall’abbattimento

5 Settembre 2014

Manifestazione di ambientalisti e cittadini contrari alla bretella stradale davanti al cimitero Tra loro anche il sindaco Di Flavio: «E’ un’opera della Provincia che qui nessuno vuole»

NERETO. Questa bretella non s’ha da fare. Incatenati ai cipressi del cimitero di Nereto, ambientalisti e tanti cittadini ieri pomeriggio hanno ribadito il loro “no” alla variante della provinciale 259 della Val Vibrata, i cui lavori di realizzazione sono però imminenti. Per collegare la strada provinciale alla zona industriale di Nereto, la nuova bretella a scorrimento veloce, lunga poche centinaia di metri, con le sue rotatorie passerà lì dove oggi ci sono 20 cipressi piantati nel 1889 e lambirà il cimitero con il suo traffico automobilistico.

Su questi due punti, la “Task force ambientale” e il Comitato per la salvaguardia del cimitero non possono sorvolare. Così i loro leader, rispettivamente Giuliano Marsili e Galileo Foschi, ieri si sono dati appuntamento per incatenarsi ad alcuni degli imponenti e antichi cipressi che stanno per essere abbattuti. A loro sostegno sono intervenute un centinaio di persone, tra semplici cittadini di tutte le età, attivisti provenienti da tutta la provincia, ma anche il sindaco Giuliano Di Flavio con alcuni pezzi della sua maggioranza e il parroco di Nereto don Silvio De Gregoriis. «Abbiamo già diffidato la Provincia ad avviare i lavori e ora invieremo esposti alla procura per capire cosa c’è dietro questa opera inutile e assurda che costa la bellezza di un milione e 600mila euro», spiega Marsili, che aggiunge: «Nei prossimi giorni dovremmo anche effettuare un sopralluogo insieme al Corpo Forestale dello Stato, per far capire le nostre ragioni: è assurdo abbattere 20 cipressi che fanno parte dell’identità di un territorio, senza il consenso dei cittadini e senza valutare le alternative possibili». «Il cimitero deve essere rispettato come luogo di raccoglimento e di preghiera: non è possibile che una strada a scorrimento veloce possa passare a pochi centimetri dai loculi», aggiunge Foschi, che con il suo comitato in pochi mesi ha raccolto oltre 700 firme contro l’opera. «E’ stato un errore gravissimo», aggiunge, «quello commesso dall’ex amministrazione Minora, che non ha coinvolto i cittadini in una scelta irreversibile per Nereto. Lo si è visto con la risposta estremamente importante che abbiamo ricevuto dai cittadini dopo la nascita del comitato a maggio».

Anche per questo, alla manifestazione si è fatto notare il sindaco Di Flavio, che già nei giorni scorsi aveva chiaramente espresso la sua contrarietà per l’opera e che ieri ha motivato così la sua presenza: «Sono qui per testimoniare il disagio su un’opera che nessuno vuole e che in termini di utilità non è urgente per Nereto: con quei fondi si sarebbe potuta aumentare la sicurezza lungo la provinciale 259 già esistente».

Luca Tomassoni

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