«Nessuno ci chiese incarichi per Di Filippo»

Il presidente del consorzio Lido delle Palme esclude pressioni per affidare lavori alla ditta del marito della Mastropietro
GIULIANOVA. In un processo che si avvia a grandi passi alla chiusura dell’istruttoria, il piano di lottizzazione Lido delle Palme continua a tenere banco nelle udienze Castrum. Anche nella scelta dei testi delle difese. Ieri in aula è stata la volta di Davide Ciprietti sentito come testimone nella sua veste di presidente del consorzio Lido delle Palme subentrato di recente al posto dell’ex presidente Enio Di Saverio, uno dei 12 imputati insieme, tra gli altri, a Maria Angela Mastropietro, dirigente comunale dell’ufficio tecnico di Giulianova ora sospesa.
Ciprietti (citato come teste dalla difesa di Di Saverio rappresentata dall’avvocato Lino Nisii) nel rispondere alle domande ha detto: «L’ingegnere Di Saverio non mi ha mai detto di voler dare i lavori alla Rima (l’impresa di Di Filippo(ndr). Voglio dire che sugli appalti decide il direttivo del consorzio, dopo averne parlato con l’assemblea dei soci, sulla base delle offerte e dei preventivi che vengono fatti. Di Saverio non mi ha mai nominato il nome del l’impresa dell’ingegnere Di Filippo».
La Procura, nella complessa e sfaccettata inchiesta Castrum che ipotizza un presunto giro di appalti e mazzette, sostiene che la Mastropietro in cambio di alcune facilitazioni all’iter del piano abbia ottenuto la promessa dell’ affidamento di un appalto di tre milioni che sarebbe stato stipulato dal consorzio Lido delle Palme con la società Rima, di fatto gestita dal marito Stefano Di Filippo (anch’egli imputato). «Voglio precisare», ha detto ancora Ciprietti, «che in quegli anni c’erano ancora tante questioni aperte riguardanti il piano di lottizzazione e quindi delle opere di urbanizzazione si era parlato solo in maniera molto generica e senza nessun tipo di indicazione. Non era mai stato fatto nessun nome».
Tra i testi citati ieri dalle difese degli imputati (in questo caso anche per conto dell’avvocato Guglielmo Marconi che assiste la Mastropietro) l’architetto Fernando Barbieri, uno dei progettisti del piano di lottizzazione che, in particolare, rispondendo alle domande riguardanti il presunto aumento delle altezze ipotizzato dalla Procura nella variante cartografica redatta all’epoca per il piano, ha detto: «L’aumento non è mai stato chiesto, era già previsto nel piano di lottizzazione». E ha aggiunto : «Con i dirigenti comunali che in questi anni si sono susseguiti all’ufficio tecnico abbiamo avuto sempre e solo dialoghi tecnici. Per quanto riguarda la Mastropietro non ho mai avuto l’impressione che avesse un interesse personale. Posso dire che con noi è sempre stata corretta». Ieri sono stati ascoltati altri testi citati sempre dalla difesa della Mastropietro, di Di Filippo (rappresentata dall’avvocato Stefano Cappellu), dei fratelli imprenditori Scarafoni (rappresentata dagli avvocati Gennaro Lettieri e Luca Di Eugenio).
A conclusione dell’udienza di ieri i pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta (titolari del fascicolo) hanno depositato al collegio documentazione relativa ad attività integrativa di indagine.Il collegio presieduto da Franco Tetto (a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini) ha fissato per il 10 e il 12 luglio altre due udienze per concludere l’audizione dei testi della difesa e chiudere l’istruttoria dibattimentale. Molto probabilmente, ma nulla è stato ancora stabilito, requisitoria dei pm, arringhe e sentenza dopo la pausa estiva.
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