Niente più pasti caldi ai pazienti del day ospital

31 Agosto 2018

Sant’Omero, da domani ci sarà solo il pranzo al sacco e scatta la protesta A guidarla è un ricoverato di Tortoreto appoggiato dal consigliere Di Matteo 

TORTORETO. Da domani solo pranzo al sacco per i malati oncologici in day hospital all’ospedale di Sant’Omero: panino, frutta e acqua invece del normale pasto caldo e così monta la protesta dei pazienti, che da qualche giorno sono in subbuglio. A metterci la faccia contro la decisione della Asl è un cittadino di Tortoreto, Marco Ruggieri, che da quattro anni e mezzo è in cura presso il day hospital oncologico dell’ospedale vibratiano. «Ormai conosco bene chi frequenta il day hospital», dice Ruggieri, «dopo la chemioterapia, il paziente sente freddo e fa fatica a masticare, c’è chi non riesce nemmeno a mangiare la pasta, figuriamoci un panino. E poi nel reparto ci sono persone anziane. Ho deciso di combattere per tutti loro, che mi sostengono». Ruggieri racconta anche lo scontro avuto con le autorità: «Abbiamo scoperto la notizia tre giorni fa, tramite l’inserviente che ha distribuito uno degli ultimi pasti caldi. A quel punto ho deciso di chiedere notizie sulla pagina Facebook dell’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci. Dopo dieci minuti dalla pagina sono scomparse le mie domande, mentre dopo un’ora si è presentata in reparto una donna mandata a cercarmi e a discutere con me. A quel punto ho deciso di rendere pubblica la vicenda». Così è scoppiato il caso: la Asl ha confermato la notizia ricordando che il sacchetto con panino, frutto e acqua, è già realtà nei day hospital degli ospedali di Giulianova e di Teramo. Ruggieri ha allora deciso di scendere in campo per amplificare la propria voce contro azienda sanitaria e Regione, ottenendo l’appoggio del consigliere comunale di Tortoreto Domenico Di Matteo, presidente del movimento civico Val Vibrata-Monti della Laga. «È gravissimo», commenta Di Matteo, «che per risparmiare si decida di toccare fasce così deboli, invece di percorrere altre strade. E poi nelle vicine Marche viene distribuito il pasto normale, quindi questa decisione rischia di peggiorare i numeri sulla mobilità passiva, dato che va ad intaccare i servizi di un ospedale di “frontiera” come quello di Sant’Omero. Chiedo quindi all’assessore Paolucci di rivedere questa decisione, per l’ospedale Val Vibrata, ma anche per quelli di Giulianova e Teramo. Il day hospital oncologico di Sant’Omero, inoltre, deve essere potenziato, perché il personale, nonostante meriti solo elogi per dedizione e professionalità, non basta a fronteggiare tutte le necessità».
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