Niente rimborsi senza reclamo per l’emergenza neve

20 Marzo 2018

L’associazione Robin Hood protesta contro e-Distribuzione e compagnie telefoniche: «È un insulto al buon senso» 

TERAMO. Dagli operatori di telefonia e da e-Distribuzione niente risarcimenti o solo rimborsi “minori” per i disservizi verificatisi durante l'emergenza neve 2017 se gli utenti non hanno inoltrato un reclamo. A denunciarlo è l'associazione consumatori Robin Hood, che parla di «insulto alla quotidianità violata, al malessere diffuso vissuto, al buon senso». Il presidente Pasquale Di Ferdinando ricorda le numerose giornate trascorse per molti teramani senza corrente elettrica, riscaldamento, telefoni, con le strade bloccate a gennaio dello scorso anno. «Le compagnie telefoniche ed e-Distribuzione non risarciscono o lo fanno in misura minore purché non esiste reclamo formale», dice il presidente dell'associazione. «I cittadini prigionieri nella morsa della neve, isolati da qualsiasi possibilità di comunicare, dovevano magari con segnali di fumo, reclamare. Non lo hanno fatto neanche dopo, presupponendo il dato oggettivo e inconfutabile. Oltre al danno, la beffa degli operatori della telefonia che pretendono il pagamento anche per servizi non erogati».
L’associazione Robin Hood ricorda anche ai cittadini che sono state introdotte ulteriori agevolazioni sui servizi idrici ed energetici per le popolazioni colpite dal terremoto. Nel dettaglio, è stata prorogata al 31 maggio 2018 la sospensione dei termini di pagamento delle bollette per le utenze con fabbricato, abitazione, studio o azienda inagibile. Al riguardo, Di Ferdinando precisa che entro tale data dovrà essere presentata l’autocertificazione o la perizia giurata dell’inagibilità per quegli edifici situati fuori dall’area del cratere. Il presidente dell’associazione aggiunge che il termine di emissione della fattura unica di conguaglio per le società è previsto entro il 31 agosto 2018 e che è stato esteso a 36 mesi il periodo di rateizzazione degli importi i cui termini di pagamento siano stati sospesi.
Infine, Di Ferdinando segnala che all’associazione Robin Hood sono giunte decine di telefonate di protesta da parte di utenti preoccupati di vedersi attribuire nelle bollette, sotto la voce “oneri di sistema”, cifre supplementari per le fatture non pagate da società fallite o morosi. A scatenare la raffica di telefonate sarebbero state le false comunicazioni circolate in rete in questi giorni, in concomitanza con l’arrivo delle fatturazioni dell’Enel, che parlavano di un sovrapprezzo di 35 euro. «L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera)», precisa Di Ferdinando, «è intervenuta per spiegare che il provvedimento è esclusivamente finalizzato a reintegrare gli oneri di sistema a seguito del mancato versamento da parte di alcune imprese venditrici e non di altri clienti morosi. Il relativo impatto sulle bollette dei consumatori finali non è ancora stato quantificato, ma in ogni caso l’Autorità ha precisato che sarà molto contenuto, all’incirca il 2% degli oneri di sistema, e non certo 35 euro».
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