No all’ampliamento della discarica Mobilitazione ad Atri

27 Agosto 2017

Il sindaco minaccia azioni legali e il movimento civico proteste di piazza. Contrarie anche Italia Nostra e Wwf

ATRI. Coro di no all’ampliamento della discarica di contrada Santa Lucia ad Atri. Un provvedimento che appare sempre più vicino dopo che il commissario straordinario del consorzio Piomba-Fino, Alessandro Italiani, con delibera del 2 agosto ha approvato il progetto di fattibilità e la proposta di ampliamento per 360mila metri cubi di rifiuti, rimanendo in attesa del nulla osta della Regione.
Il sindaco di Atri Gabriele Astolfi a nome di tutta l’amministrazione comunale dichiara in una nota «di essere fermamente contrario all’ampliamento», ricordando di «aver più volte in passato espresso la mia contrarietà ad ulteriori ampliamenti, anche attraverso atti concreti realizzati dalla mia amministrazione». E continua: «Secondo noi il territorio atriano e i suoi cittadini hanno già pagato un grosso prezzo in termini ambientali al Consorzio Piomba Fino, se bisogna aprire un’altra discarica dovrà essere fatto in altri territori, Nel caso in cui la Regione dovesse concedere il nulla osta alla richiesta, l’amministrazione comunale di Atri si schiererà contro questa decisione e porrà in essere tutte le azioni atte a scongiurare questa eventualità». La nota di Astolfi è congiunta a quella del movimento civico “Atri non si tocca”, che da mesi si batte contro la nuova discarica e che nell’occasione invita alla mobilitazione sia i cittadini atriani e le forze politiche locali che i sindaci dei comuni del Consorzio, e si rivolge anche al consigliere regionale Luciano Monticelli invitandolo a opporsi al progetto. “Atri non si tocca” si riserva «di organizzare grandi manifestazioni di popolo contro questo disastro».
Anche Italia Nostra e Wwf in una nota congiunta giudicano in maniera estremamente negativa l’avvio della procedura per l’autorizzazione dell’ampliamento della discarica di contrada Santa Lucia e scrivono: «È inaccettabile far crescere a dismisura una discarica che si trova a poche centinaia di metri da un Sito di interesse comunitario, istituito dall’Unione europea su richiesta della Regione Abruzzo per le straordinarie valenze naturalistiche e paesaggistiche, al cui interno è ricompresa una Riserva naturale regionale. Ed è ancora più inaccettabile se si considera che i precedenti moduli della discarica ancora oggi, a distanza di anni dalla loro chiusura, presentano numerosi problemi ambientali e sanitari che sono stati evidenziati dalla stessa Regione. È estremamente grave che si registrino ancora problemi di questo genere se si considera che, per giustificare il precedente ampliamento della discarica, fu affermato dai proponenti che le ulteriori entrate derivanti dal conferimento dei rifiuti nel secondo modulo sarebbero state utilizzate a mettere in totale sicurezza il vecchio sito. Il raggiungimento dei limiti di conferimento, che oggi viene utilizzato per giustificare il terzo modulo, è poi conseguenza del fatto che, contrariamente a quanto annunciato al momento del secondo ampliamento, la discarica diSanta Lucia non è stata utilizzata per i rifiuti provenienti dai comuni consorziati, ma addirittura per collocare rifiuti provenienti da fuori regione».(red.te)