No alla scarcerazione degli Scarafoni

1 Ottobre 2017

Il tribunale rigetta la richiesta di revoca dei domiciliari per i fratelli imprenditori: «Potrebbero commettere altri reati» 

GIULIANOVA. Scrivono i magistrati: «Concreta verificabilità di un’occasione di reiterazione del reato». Il che, fuori dai tecnicismi giuridici, significa che i due – secondo i giudici – potrebbero delinquere ancora contro la pubblica amministrazione anche se sulla carta non sono più amministratori delle società a loro riconducibili.
Così il tribunale dice no alla revoca degli arresti domiciliari per i fratelli Andrea e Massimiliano Scarafoni, gli imprenditori giuliesi coinvolti nell’inchiesta “Castrum”, quella sul presunto giro di appalti e mazzette che, tra gli altri, ha portato agli arresti dell’ex dirigente del settore lavori pubblici di Giulianova Maria Angela Mastropietro, dell’ex assessore comunale Nello Di Giacinto e dell’ex amministratore di Giulianova Patrimonio Filippo Di Giambattista.
I due sono ai domiciliari dal 30 giugno, dopo un mese di detenzione in carcere. Contro la revoca della misura si sono espressi i pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis (titolari del fascicolo) che nel loro parere hanno scritto: «Unica misura idonea a garantire la tutela delle esigenze tuttora sussistenti per gli attuali istanti può essere quella degli arresti domiciliari, apparendo del tutto evidente che lo stato di libertà, eventualmente anche con prescrizioni limitative della stessa, potrebbe consentire ai due imputati di consumare altri gravi reati, essendo i fratelli Scarafoni tuttora in grado di gestire di fatto le attività imprenditoriali pur dopo essersi spogliati delle amministrazioni (Scarafoni Srl e Asis Srl)».
E ancora: «Il trascorrere del tempo dalla commissione dei reati e dall’esecuzione della misura non costituisce un elemento in grado di attenuare le esigenze cautelari già esplicitate e valutate positivamente in sede di richiesta di misura cautelare». E venerdì mattina il tribunale (collegio presieduto da Alessandro Iacoboni con Franco Tetto e Sergio Umbriano) ha rigettato l’istanza di revoca presentata dagli avvocati Gennaro Lettieri e Luca Di Eugenio, difensori dei fratelli Scarafoni. Scrivendo, tra l’altro, nell’ordinanza «che gli unici elementi di novità rispetto al quadro cautelare delineato appaiono la cessazione dell’attività di impresa della società Asis (comprovata soltanto da una dichiarazione di intenti dell’attuale amministratrice di vendita straordinaria) ed il mutamento dell’amministrazione della società in oggetto, circostanze che, ad ogni modo, non escludono la possibilità di una gestione di fatto dell’attività da parte degli imputati, atteso che la rappresentanza legale è stata affidata a soggetti legati agli imputati da stretti rapporti di familiarità o da progressi vincoli fiduciari di tipo professionale». Di diverso avviso, naturalmente, i legali degli imprenditori che nella loro richiesta di revoca si sono basati sul cambiamento degli amministratori delle società riconducibili ai fratelli Scarafoni, partendo da questo per scrivere «che il contesto è allora radicalmente mutato in seguito alle misure assunte dal gip nel maggio scorso». Va detto che la procura ha chiesto ed ottenuto per gli otto raggiunti dalle misure cautelari il giudizio immediato. La prima udienza è fissata per il 15 dicembre.
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